domenica 19 aprile 2009

L’anormalità della normalità

L’anormalità della normalità

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Inserito da Redazione sabato 6 settembre 2008

Ho sempre incontrato tante persone e colleghi, e pure il sottoscritto si include in questo gruppo, che si chiedono se è normale dedicare fine settimana, migliaia di euro, lacrime e sudore e serate alla crescita personale (terapie di gruppo, corsi sul carattere, sul respiro, sulla meditazione...).

Mi ricordo che una domenica guardavamo da una finestra sul centro di Trieste le persone che camminavano placide, mentre noi da lì a poco avremmo ricominciato con una sessione di body work (tradotto: lavoro sul corpo che fa pingere e ricordare eventi ed emozioni rimosse ....). Ci chiedevamo che senso aveva lavorare per soffrire, e poi lavorare per sistemare la sofferenza che la terapia faceva resuscitare...

Oggi, vedendo cosa succede nel mondo e vicino a me - uso maniacale e distruttivo dell'energia sessuale, disconoscimento del valore delle persone sul piano umano o professionale, ambizione cieca e ingordigia, menzogna sulle verità a livello sociale o personale, sadismo verso i più deboli ... - capisco che la normalità è una conquista.

Sotto una apparente calma, nella vita privata di ognuno di noi si casconde un caos.

La coerenza tra la vita privata e sociale,

tra i pensieri e ciò in cui crediamo e le emozioni e le azioni che compiamo ogni giorno,

questa coerenza non è comune: è straordinaria.

Essere semplici come può sembrare che siamo, quando passeggiamo in una bella giornata di sole in una strada qualsiasi del mondo sorridendo,

questa è una conquista - e semplice non vuol dire facile.

Ed essere ciò che pensiamo e diciamo e vogliamo essere non è una partenza: è un arrivo.

Amare la nostra vita e il mondo così come sono non è scontato: è un dono miracoloso.

Essere umani in un corpo da essere umano non è un regalo della nascita: é frutto di una fatica erculea.

Ben vengano allora i corsi e le lacrime e le ore perse... quel che resta - secondo me e le persone che lavorano su di sè - non è un sorriso divertito di una bella giornata - pur facendo esso a piano titolo parte della vita di ogni essere umano ! - ... ciò che resta è - anche con gli occhi rossi e con un senso di spossatezza - un senso di pace, di coerenza, di umanità e la sensazione di giudicare molto meno sè stessi e gli altri.

L'anima ha probabilmente i temi di evoluzione delle galassie: ben vengano allora tutti i corsi e i percorsi che la sostengono in questa passeggiata che a volte attraversa il deserto.

Alessandro D'Orlando

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