domenica 5 aprile 2009

Sperare fa male

Come sarebbe la tua vita se non ci fosse più la speranza?
Senza la speranza che avremo cibi sani, senza ogm. Un'energia pulita e un ambiente pulito.
Senza la speranza che avremo un giorno la libertà di sapere cosa effettivamente accade intorno a noi, in cui ciò che ci viene detto e scritto e urlato è sincero e disinteressato.
Senza la speranza che nella tua vita qualcosa un giorno cambierà in meglio, che non dovrai più soffrire per i tuoi errori e per i tuoi difetti e le tue mancanze. O per gli errori, e difetti e le mancanze di chi ami o ti sta vicino.
Senza la speranza che la vita domani potrà andare meglio di oggi...
Stare al mondo senza speranza ...
... e allora il mondo ti viene incontro così com'è, esattamente così com'è. Non c'è più il tempo per cambiarlo, per immaginarlo diverso... il mondo e tu in esso emergete alla coscienza così come siete, senza più un movimento nel futuro in cui può esserci un'immagine di ciò che vuoi, o di ciò che temi, ma mai la realtà delle cose.
Forse c'è un grande dolore in questo, il dolore della coscienza che si risveglia da un lungo sonno e che scopre cosa è stato lasciato da troppo tempo in disordine, ma oltre il dolore c'è qualcosa di estremamente importante.
C'è la forza che viene dal crollo delle illusioni, e una grande energia mentale che sa guardare con attenzione e quello che c'è nel qui ed ora.
Da qui si può ricominciare. Soli. Lucidi. Impersonali.
E accade ogni volta, in ogni situazione dove perdiamo la Speranza e restiamo nella Presenza di ciò che c'è.
Forse, vivere senza la speranza è meglio.
Alessandro D'Orlando.

1 commento:

  1. Vivere senza sperare fa sicuramente vivere meglio, con meno dolore, si è più produttivi e focalizzati sul presente, senza pensare al futuro o perlomeno cercando di programmarlo attraverso il "contatto" con la realtà; è anche vero però che nella natura umana vi è l'espressione delle emozioni, espressione che non può e non deve avere alcuna limitazione, altrimenti è spenta sul nascere. Emotività ovviamente significa anche idealizzazione, e l'idealizzazione e la capacità di fantasticare sui possibili scenari di vita, così numerosi e interconnessi tra loro, costituisce essenzialmente l'unico modo che l'uomo ha di sentirsi veramente vivo, o, se ciò non fosse condivisibile dalla stragrande maggioranza delle persone di questo mondo, perlomeno il mio parere sulla questione. Ed è possibile che chi speri non abbia il coraggio di supportare quelle speranze con la volontà di realizzarle, ma anche nel caso in cui ciò non fosse seriamente possibile credo sia ciò che di poco rimane all'uomo per sentirsi veramente libero. È per questo motivo che probabilmente risulta così difficile abbandonare le proprie speranze, o perlomeno, non lasciarsene sopraffare e guardare più alla realtà, soprattutto nei momenti più critici della vita di ognuno di noi.
    Bellissima analisi la tua, comunque.

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