venerdì 2 luglio 2010

Itaca

Come nella omonima poesia di Kavafis, entrare nei rapporti ha un senso che non è legato all'obiettivo.

Alcuni decidono di amare solo se possono fidarsi totalmente: ma così aspettano tutta la vita.

Amare è di per sè un'esperienza che non ha bisogno di uno scopo.

Se l'altro se ne va, o tradisce, o si comporta male, questo non è importante.
E' stato importante l'amarlo quando ci era vicino.
E' importante amarlo ora che se ne va.

Non resta in mano della cenere: resta in mano ciò che siamo, nella totalità.

Se lo teniamo presente, forse quell'amore non si trasforma in odio, ma ancora in amore, un amore che lascia più liberi, chi ancora è legato e chi se ne è già andato.

Solo la morte è prevedibile: lo sa bene chi gioca con i simboli di morte (teschi, simboli di guerra, ecc). Mi chiedo quanta paura della vita ci sia dietro le persone che vogliono distruggerla. Quanta paura di essere feriti ci sia dietro chi vuole diventare talmente invulnerabile da mostrare indifferenza per la Vita.

Rinunciare a essere Dio per essere un uomo: era l'invito di Albert Camus e credo che il senso fosse proprio questo.
Rinunciare all'onnipotenza per l'impotenza: il solo modo, apparentemente assurdo, per vivere pienamente....

1 commento:

  1. Grazie per questo post, concordo perfettamente.
    L'amore non ha uno scopo ed è libero dalla mente. Come diceva Krishnamurti “Il pensiero è il più grande ostacolo all'amore. Il pensiero crea una divisione tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere e su questa divisione si basa la morale; ma né il morale né l'immorale conoscono l'amore”.
    Non importa chi o cosa sia l'oggetto del nostro amore, è importante l'amore in sé e prestare attenzione a ciò che proviamo, è la voce della nostra anima che vuole dirci qualche cosa. E l'anima non sbaglia mai, dobbiamo solo imparare ad ascoltarla in modo diverso..

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