giovedì 30 agosto 2012

Percorso spirituale: una prospettiva psicologica

Kohlberg definisce i seguenti livelli di sviluppo morale di un individuo:
1) stadio preconvenzionale
a) stadio premio - punizione: mi oriento in base al premio che posso ricevere o alla punizione che potrei avere;
b) orientamento individualistico e strumentale: faccio qualcosa solo se mi è utile.
2) stadio convenzionale
a) orientamento del bravo ragazzo: tengo conto degli altri e del loro pare e cerco di mantenere armonia ne mio ambiente;
b) orientamento all'autorità e all'ordine: non mi oriento nel mio agire più al gruppo ma al mio ruolo - riconosco i doveri anche verso la società in base al ruolo che rivesto;
3) orientamento post-convenzionale:
a) stadio del contratto sociale: le norme vanno comunque rispettate perchè garantiscono il benessere di più persone;
b) stadio dei principi etici universali: impegno per il rispetto della vita e della dignità;
c) interrogativi morali di tipo filosofico.

Da questo punto di vista potremmo quindi dire che un percorso spirituale ci porta verso livelli morali sempre più elevati a dispetto dell'educazione e del condizionamento sociale che ci vorrebbero più meschini.

Quando ragioniamo in termini di umanità funzioniamo al massimo livello e siamo veramente umani.

Detto questo: tu a che punto sei? E dove vuoi andare? E dove stai andando?
E il percorso spirituale che stai seguendo ti aiuta a far posto a tutti gli esseri - umani e non umani? e a tutto ciò che è visibile e non visibile?

Perchè ogni cosa che facciamo influenza tutto ciò che circonda - vicino e lontano, piccolo e grande.

A.







lunedì 20 agosto 2012

La verità esiste- ed è il tuo respiro

Non sono le idee che ci attraversano,
le ideologie che danno senso alla nostra vita,
le passioni che ci fanno sentire vivi,
le persone che danno significato alla nostra vita,

Non è lì la verità.

Nemmeno nella storia del nostro passato,
in tutto ciò che ci fa dire "io sono così",
in tutto ciò che ci attende nel futuro o che ci immaginiamo ci sia.

Non è lì la verità.

La verità non è scritta
non è espressa
non può nemmeno esserlo,

perchè è mutevole di istante in istante

proprio come il respiro.

Perchè la verità è nel respiro,

nel consapevole contatto del respiro quando entra e quando esce.

Il resto è un contorno che lascia il tempo che trova.

lunedì 13 agosto 2012

Camminare su una lama

In un percorso spirituale c'è sempre il rischio.

Il rischio di cadere nel conflitto contro il negativo, attaccandosi al positivo, se ci si focalizza sul positivo stesso (l'essenza di luce, divinità, amore, saggezza in noi).

Il rischio di attaccarsi al negativo e di giustificarlo se si segue la via in cui si nega tutto ciò che non è verità (entrare dentro il dolore, la sofferenza, le emozioni pesanti per scoprirne alla fin fine l'inconsistenza e la nullità - o per lasciare che con tale sofferenza l'anima si purifichi e in conseguenza di questo processo lasciare che saggezza e amore emergano dalla gabbia che va dissolvendosi).

Anche la meditazione stessa - perlomeno nelle fasi iniziali (ma essendo probabilmente un percorso praticamente infinito che senso ha parlare di fasi iniziali?) - nelle sue varie forme - può essere forse praticata con lo stesso rischio.

Sono tranelli dell'Ego nella via verso la liberazione.

E nello stesso tempo è un tranello anche pensare che possiamo evitare di camminare su questa lama - la lama esiste comunque, è sotto i nostri piedi, perchè voletnti o nolenti siamo tutti su un percorso spirituale.