mercoledì 17 ottobre 2012

Lo spessore di un uomo è nelle cose a cui rinuncia

Siamo abituati a valutare le persone da quello che hanno.

Status, macchina, potere, denaro, amicizie...

Non vediamo che l'essenziale sta in quello che non si vede (che è invisibile agli occhi come nella fiaba del piccolo principe).

Le cose a cui uno rinuncia, la seduzione del potere e del denaro, del riconoscimento sociale o familiare...

E' nella grandezza della rinuncia che si vede la grandezza di un essere umano.

Nel prendere spesso non c'è grandezza ma solo la miseria dell'Ego.

L'essenza viaggia leggera.
L'Ego desidera tutto.

Dobbiamo solo decidere a cosa guardare.


sabato 13 ottobre 2012

L'essenza di un guerriero

Immagine di Chogyam Trungpa a cui questo articolo si ispira per il brano su Shambala - La via del guerriero














Non sta nella paranoia, nel sadismo, nell'arroganza, nella rabbia o nell'aggressività.

Non sta nel desiderio di vendetta nè in quello di odio.
Non sta nell'abilità nè nella strategia.

Sta nella capacità di sentire il male come il bene e di sentirsene straziato.
E di dare spazio a questo strazio affinchè altri capiscano che si può fare.
Che si può reggere allo strazio e portare qualcosa di umano nel mondo, di buono.

Il prezzo della verità è la sofferenza della disillusione e oltre a quella c'è la libertà.
Ma arrivare alla libertà richiede disciplina e fermezza.

In ciò sta lo spirito del guerriero.

E la libertà è sempre un salto nel vuoto. Incondizionata. Forse ci faremo male, forse bene.
Ma l'importante è saltare.
E questo è lo spirito del guerriero.

Preparazione,
disciplina,
calma,
lucidità,
sensibilità,
amore e pace e benevolenza verso ogni essere.

Questo è lo spirito del guerriero, che si può scoprire ad ogni meditazione, meditazione dopo meditazione, ora dopo ora, giorno dopo giorno.

Da questo punto di vista,
viviamo in una società di codardi.

E se ce ne rendiamo conto, abbiamo qualche chance di ritrovare la strada verso noi stessi.
Di nuovo.






mercoledì 10 ottobre 2012

L'insegnamento d'amore degli attacchi di panico

Nell'attacco di panico ti senti come una preda
che non sa da dove arriverà l'agguato.

Qualcuno morirà e sai che forse sarai tu.

Hai paura.
Ti batte il cuore.
Qualcosa di oscuro ti minaccia.

Forse la pazzia precederà la morte,
o forse una finta morte - lo svenimento - verrà a salvarti da questo strazio.

E' una bella rappresentazione teatrale in cui ci dimentichiamo che il predatore siamo ancora noi.

Noi che non abbiamo capito che vivere da predatori è inutile.
Inumano.

L'attacco di panico viene per ricordarci delle vittime e del loro valore.
Del nostro valore.
Dell'importanza di volerci bene così come siamo.

Perchè così come siamo siamo sufficientemente buoni per vivere pienamente.