lunedì 29 aprile 2019

Who am I, as a job, what is my Mission?




Who am I, as a job, what is my Mission? 

Perhaps I could say that I was interested in psychology when I was 12 when by chance I found a book by Shirley MacLaine, titled "Dancing in the Light", on a bookshelf. In that book, she described some particular experiences that lived within a shamanic path. From that moment I started to think that life was not just made of material aspects like I imagined it or how they were telling it to me. 

At 14 I read the books of Erich Fromm: "the art of loving" and "to have or to be" and all his other books and this made me reflect on the importance of loving in life, on how this is the only reason why we came to this world.

At the age of 17, I read Hermann Hesse's Siddhartha, and that novel enlightened me on some aspects related to spiritual research and meditation. 

So it was that I decided to get a degree in psychology, then to study constellations with the students of Bert Hellinger in Assisi for three years, then to study the techniques of transpersonal rebirthing.

I deepened the instrument of Claudio Naranjo's enneagram with the SAT path, for the study of ennatips, of characters, of the particular type of Ego that limits our daily life and happiness in relationships. 

At the same time, I obtained a specialization in Gestalt psychotherapy and continued my work as a business consultant

I then trained on the use of EMDR, a technique suitable for healing the negative traumas and imprinting that condition us and replacing them with positive and productive imprints. 

I use this tool in combination with mindfulness, NLP, imaginative and Ericksonian hypnosis techniques

The last instrument added to my resources is the Himalayan Yoga, a type of yoga based on meditation and inner research, within a spiritual path from Master to disciple handed down from the Himalayan regions.

I studied in particular for 4 years at the Himalayan Yoga Institute in Florence, with teachers and monks of the Himalayan Tradition. 

I currently work as a psychotherapist in English and Italian with people from all over the world via the internet, and I receive both in Vilnius and in Italy, and I conduct group seminars in Rome and abroad, including here in Vilnius. 

I firmly believe that rebirthing seminars are essential for successfully dealing with states of anxiety, depression, stress-related disorders, psychosomatic and even sexual disorders. Rebirthing techniques are an easy, fast and effective way to improve one's quality of life. 

Thus also the family constellation seminars are essential to heal from the traumas of past generations that continue to interfere with our life on an unconscious level. Our destiny is linked not only to what our mind creates but also to memories and unresolved facts of our families that weigh down our way of being in the world. With family constellations we can heal the relationship with our mother and father and bring more harmony into our world, we can understand how we really are in connection with the people we love or with the projects of our life that we intend to achieve: we are genuinely oriented to success or not? What interferes with our realization? With family constellations, we can understand it and get closer to the most important goals for us

Finally, with the Himalayan yoga seminars, we can give greater depth to our meditation and more health and vigor to our bodies. I started to introduce this type of workshop along this path because I believe that not all people are ready for psychotherapy or intense work on the body such as rebirthing. Yoga presents itself as an ideal tool for those who want to walk an evolutionary way without yet having the possibility to verbalize one's emotional discomfort, both for those who have finished psychotherapy and want to continue to work on themselves through the beautiful and infinite way of meditation. 

For those wishing to enroll in seminars or take a psychotherapeutic or personal growth path, you can write to me at info@alessandrodorlando.it.

sabato 24 novembre 2018

Non c'è un perché


Non c'è un perché,

cerchi un perché...
... perché è accaduto ciò? ...
"perché ho dovuto assistere a quelle scene,
perché mi hanno fatto questo?
perché ho avuto questa famiglia, 
o questo passato".

"Perché i miei non si sono mai amati,
o perché non mi hanno amato, o peggio sfruttato?".

"Perché le cose sono andate così con lui, o con lei?"
O "Perché è arrivata quella malattia?"
O "Perché hai avuto quell’abbaglio?",
O "Perché ho buttato via anni della mia vita?".

Ma non c'è un "perché" che tu possa veramente scoprire.
Puoi trovare una risposta finta che ti sollevi.
O una più vera che però ancora non ti soddisfa.

O semplicemente lasciare tutto e andare verso il futuro chiedendoti piuttosto:
Cosa mi fa stare bene? Per quale motivo vuoi vivere?


E scegli di fare sempre più cose che ti fanno stare bene.

E’ semplice, forse non è molto emozionante, non ha molto pathos, ti porterà a una maggiore solitudine interiore - nemmeno più la compagnia dei fantasmi! -, forse a una maggiore solitudine esteriore - quanti veramente sanno vivere una vita positiva e sono una buona compagnia per te?

Ma è l’unica cosa che conta e che alla fine ti darà quel senso che cercavi nella direzione sbagliata. 
E chissà quante persone aspettano che tu compia quel passo, 
coloro che aspettano una testimonianza di liberazione perché ancora non hanno avuto il tuo coraggio, 
coloro che aspettano la tua presenza reale per poterti finalmente incontrare.

Buon lavoro.

A.

sabato 28 aprile 2018

Casa è ovunque

Photo by Laura Lee Moreau on Unsplash

Camminare oltre,
oltre l'ultimo saluto,
oltre l'ultimo abbandono,
oltre l'ultima volta che abbiamo visto qualcuno, decidendolo,
oltre la sicurezza di quello che avremmo voluto inutilmente,
oltre la certezza di quello che poi abbiamo deciso di gettare via.

Camminare oltre,
come accade la prima volta, quando non abbiamo deciso noi di stare lontano dal caldo,
lontano da casa,
lontano da quell'abbraccio,
lontano dalla madre che consola,
che comprende,
che sorride,
che ci fa sentire al sicuro.

Camminare oltre,
con il sorriso di chi comprende che sarà per sempre,
che va bene così,
che in fondo non è niente.

Camminare oltre,
oltre l'attaccamento, oltre i traumi, oltre il distacco dalla madre.
Oltre tutto ciò che si ripete e si somiglia così tanto.

Camminare oltre,
senza più sapere, chi l'ha deciso, chi ha tolto qualcosa a chi,
che cosa è stato tolto,
chi ha iniziato a sottrarsi per primo.

Camminare oltre,
sapendo che non c'è nessuno che ha tolto qualcosa a nessuno,
che non esiste quella cosa che pensiamo ci sia stata tolta,
che non esiste quella cosa che abbiamo deciso di lasciare,
che non esiste un prima nè un dopo.

Perchè ovunque ci possiamo muovere,
qualsiasi strada stiamo facendo,
siamo sempre a casa.

Come da bambini, quando due passi ci sembravano una enormità, ed erano solo due passi
lontano dalle scarpe di qualcuno che poi, sempre, riusciva a inchinarsi verso di noi
per riprenderci e rimetterci in piedi.


giovedì 2 novembre 2017

Sotto la neve

Non l'abbiamo scelto inizialmente (chi sarebbe così folle da sceglierlo?).

Per aiutare ciò che stava congelando sotto, abbiamo dovuto cercare tra la neve (le mani che congelavano),

scavare sotto il manto di pigrizia, disattenzione, avidità, egoismo, paura (le mani che sanguinavano).

Abbiamo dovuto lottare contro i giganti della rabbia (perdendo più e più volte),

nuotare in mari di tristezza (annaspando e andando giù in infinite onde),

scalare montagne di confusione (con la continua paura di cadere).

In cerca di un'Oasi, abbiamo dovuto attraversare i deserti della solitudine (smarrendoci in mille strade invisibili),

per scappare da eserciti che ci inseguivano, abbiamo saltato dentro i burroni delle scelte impossibili (senza saper cadere nei primi 10.000 tentativi),

per distrazioni fatali ci siamo impigliati per secoli in tele di ragni giganteschi fatte di pensieri ricorrenti e inutili (senza riuscire a scappare dal ragno nero in milioni di istanti),

pensando di accorciare la strada che si inerpicava su una montagna impossibile da scalare, ci siamo smarriti in grotte fatte di convinzioni obsolete (morendo di fame per anni e anni), 

e continuiamo ancora a farlo,

per chi non ha potuto farlo prima di noi, per noi, per gli altri, per chi verrà dopo di noi.

Dapprima costretti dalla coscienza collettiva che era stanca di tanta distruttività e in cerca di una ulteriore evoluzione, precorriamo tempi per preparare il terreno, con le nostre sperimentazioni, a chi sta già per superarci.

Non vedremo mai il frutto delle nostre fatiche, ci sembrerà che sia tutto vano - lo stesso impegno intenso e focalizzato non smuove che un infinitesimo di questo grasso scuro che offusca le percezioni umane - eppure non c'è lavoro più importante per noi, non c'è lavoro più importante per questo mondo.

Ne va della nostra evoluzione, ne va dell'evoluzione di tutti.

Nella coscienza che sperimenta attraverso di noi, l'evoluzione può avvenire.
Nello stesso tempo, non c'è momento migliore che quello dove stiamo camminando,
nello stesso tempo non c'è compito migliore,
e anche se viene da dire "sono arrivato al limite massimo" la realtà è che ci stiamo solo scaldando.

Buon lavoro e buon viaggio a chiunque abbia deciso di cambiare la propria vita e uscire da un sistema malato (tradizioni e cultura di una famiglia, di un clan, di una organizzazione, di una nazione,  di una società, di un'epoca), cambiando il proprio stato di coscienza.

Anche se il freddo è solo alle porte, sotto la neve, la primavera già sta spuntando.
Questa è la Visione, la Notizia più importante.

Il resto sono solo dettagli che possono passare.







giovedì 7 settembre 2017

Dipendenze da Smartphone a Presto che è Tardi


http://www.alessandrodorlando.it/risorsa/828954-2/#

Affermazioni positive a Presto che è tardi


Presto che è tardi

Affermazioni positive a “Presto che è tardi”: le affermazioni positive e come si utilizzano, con Alessandro D’Orlando che spiega quando, come e perchè utilizzare queste frasi.
I principi base sono quelli dell’ipnosi ericksoniana, da cui traggono ispirazione gli approcci della programmazione neurolinguistica e il filone del pensiero positivo di Louise Hay.

Useremo quindi il presente per es: “Io (mio nome) sono…”, oppure “Io (mio nome) posso…”, “Io (mio nome) merito di …”. In questo modo inizio a disseminare il mio inconscio di parole positive che creeranno giorno dopo giorno nuovi significati, nuovi punti di vista, nuove realtà nella mia mente.