sabato 28 aprile 2018

Casa è ovunque

Photo by Laura Lee Moreau on Unsplash

Camminare oltre,
oltre l'ultimo saluto,
oltre l'ultimo abbandono,
oltre l'ultima volta che abbiamo visto qualcuno, decidendolo,
oltre la sicurezza di quello che avremmo voluto inutilmente,
oltre la certezza di quello che poi abbiamo deciso di gettare via.

Camminare oltre,
come accade la prima volta, quando non abbiamo deciso noi di stare lontano dal caldo,
lontano da casa,
lontano da quell'abbraccio,
lontano dalla madre che consola,
che comprende,
che sorride,
che ci fa sentire al sicuro.

Camminare oltre,
con il sorriso di chi comprende che sarà per sempre,
che va bene così,
che in fondo non è niente.

Camminare oltre,
oltre l'attaccamento, oltre i traumi, oltre il distacco dalla madre.
Oltre tutto ciò che si ripete e si somiglia così tanto.

Camminare oltre,
senza più sapere, chi l'ha deciso, chi ha tolto qualcosa a chi,
che cosa è stato tolto,
chi ha iniziato a sottrarsi per primo.

Camminare oltre,
sapendo che non c'è nessuno che ha tolto qualcosa a nessuno,
che non esiste quella cosa che pensiamo ci sia stata tolta,
che non esiste quella cosa che abbiamo deciso di lasciare,
che non esiste un prima nè un dopo.

Perchè ovunque ci possiamo muovere,
qualsiasi strada stiamo facendo,
siamo sempre a casa.

Come da bambini, quando due passi ci sembravano una enormità, ed erano solo due passi
lontano dalle scarpe di qualcuno che poi, sempre, riusciva a inchinarsi verso di noi
per riprenderci e rimetterci in piedi.


giovedì 2 novembre 2017

Sotto la neve

Non l'abbiamo scelto inizialmente (chi sarebbe così folle da sceglierlo?).

Per aiutare ciò che stava congelando sotto, abbiamo dovuto cercare tra la neve (le mani che congelavano),

scavare sotto il manto di pigrizia, disattenzione, avidità, egoismo, paura (le mani che sanguinavano).

Abbiamo dovuto lottare contro i giganti della rabbia (perdendo più e più volte),

nuotare in mari di tristezza (annaspando e andando giù in infinite onde),

scalare montagne di confusione (con la continua paura di cadere).

In cerca di un'Oasi, abbiamo dovuto attraversare i deserti della solitudine (smarrendoci in mille strade invisibili),

per scappare da eserciti che ci inseguivano, abbiamo saltato dentro i burroni delle scelte impossibili (senza saper cadere nei primi 10.000 tentativi),

per distrazioni fatali ci siamo impigliati per secoli in tele di ragni giganteschi fatte di pensieri ricorrenti e inutili (senza riuscire a scappare dal ragno nero in milioni di istanti),

pensando di accorciare la strada che si inerpicava su una montagna impossibile da scalare, ci siamo smarriti in grotte fatte di convinzioni obsolete (morendo di fame per anni e anni), 

e continuiamo ancora a farlo,

per chi non ha potuto farlo prima di noi, per noi, per gli altri, per chi verrà dopo di noi.

Dapprima costretti dalla coscienza collettiva che era stanca di tanta distruttività e in cerca di una ulteriore evoluzione, precorriamo tempi per preparare il terreno, con le nostre sperimentazioni, a chi sta già per superarci.

Non vedremo mai il frutto delle nostre fatiche, ci sembrerà che sia tutto vano - lo stesso impegno intenso e focalizzato non smuove che un infinitesimo di questo grasso scuro che offusca le percezioni umane - eppure non c'è lavoro più importante per noi, non c'è lavoro più importante per questo mondo.

Ne va della nostra evoluzione, ne va dell'evoluzione di tutti.

Nella coscienza che sperimenta attraverso di noi, l'evoluzione può avvenire.
Nello stesso tempo, non c'è momento migliore che quello dove stiamo camminando,
nello stesso tempo non c'è compito migliore,
e anche se viene da dire "sono arrivato al limite massimo" la realtà è che ci stiamo solo scaldando.

Buon lavoro e buon viaggio a chiunque abbia deciso di cambiare la propria vita e uscire da un sistema malato (tradizioni e cultura di una famiglia, di un clan, di una organizzazione, di una nazione,  di una società, di un'epoca), cambiando il proprio stato di coscienza.

Anche se il freddo è solo alle porte, sotto la neve, la primavera già sta spuntando.
Questa è la Visione, la Notizia più importante.

Il resto sono solo dettagli che possono passare.







giovedì 7 settembre 2017

Dipendenze da Smartphone a Presto che è Tardi


http://www.alessandrodorlando.it/risorsa/828954-2/#

Affermazioni positive a Presto che è tardi


Presto che è tardi

Affermazioni positive a “Presto che è tardi”: le affermazioni positive e come si utilizzano, con Alessandro D’Orlando che spiega quando, come e perchè utilizzare queste frasi.
I principi base sono quelli dell’ipnosi ericksoniana, da cui traggono ispirazione gli approcci della programmazione neurolinguistica e il filone del pensiero positivo di Louise Hay.

Useremo quindi il presente per es: “Io (mio nome) sono…”, oppure “Io (mio nome) posso…”, “Io (mio nome) merito di …”. In questo modo inizio a disseminare il mio inconscio di parole positive che creeranno giorno dopo giorno nuovi significati, nuovi punti di vista, nuove realtà nella mia mente.