venerdì 23 aprile 2010

Dopo, domani, mai

Alle volte ci si sente frustrati a non riuscire a raggiungere qualcosa.

Si ha il dubbio che sia troppo tardi.
O che il compito supera le proprie forze.
O che il mondo non sia il posto adatto per quel desiderio.
Che quel desiderio sia irrealizzabile.

Alle volte è utile proiettarsi nel futuro e capire che il tempo è sempre dalla nostra parte. Forse non basteranno 100 anni. Ma la direzione è tracciata.

E se dobbiamo pensare ad arrivare da qui a 100 anni, possiamo aspettare 100 anni.

Ma allora perchè non aspettarne 1000?
O 10000?
E perchè in fondo attendere così tanto?

In fondo tutto ciò che non accade ora non accadrà mai.
E forse potrà accadere nel futuro.
O anche no.

Forse è solo una scusa per trovare un senso a tutto.

Ma se non ci fosse il senso...
Abbiamo davvero bisogno di questo senso?
Possiamo stare senza un senso?

Semplicemente esistere e lasciare che il tempo ci porti verso le acque tranquille...

Alle volte pensarlo rilassa.

Si può uscire dal pathos del raggiungere qualcosa. Dal dolore di non averlo. Dal passato, passato a non averlo. Dalla prospettiva del futuro che trascorre senza ciò che vorremmo.

Si può essere.
Essere e basta.

E' un buon punto di partenza per porsi obiettivi.

Con lucida e ferma calma.
Ogni istante pootrebbe allora portare a ciò che si desidera.
O anche no.

Se accade, accade allora come una sorpresa.
Che non si può pretendere, nè attendere.

Forse la vita migliore è quella vissuta come il Natale.
Sai che arriverà una sorpresa, ma non sai da chi (forse anche da te per te), nè quando.
E questo la arricchisce ancora di più.

Alessandro D'Orlando

mercoledì 21 aprile 2010

Scegliere senza alternative

Alle volte siamo così preoccupati di avere delle alternative prima di finire di fare qualcosa, che posticipiamo all'infinito le nostre scelte.

Dire no solo dopo aver qualcosa a cui poter dire si... é una bella storia per chi sceglie, una bella favola da raccontarsi.

Chi subisce la scelta molto spesso, essendo impreparato, non ha alternative.
Chi sceglie, lo fa credendo molto spesso di avere alternative.

In realtà i legami con ciò che allontaniamo da noi sono spesso più profondi di quello che credavamo, tanto da non riuscire spesso a dire sì a ciò che viene dopo.

Tanto da vivere con colpa la nostra possibilità di scegliere rispetto a chi questa possibilità non ha avuto.

Non è la presenza di alternative a renderci veramente liberi, ma la capacità di sentire se una cosa è buona o meno per noi in assoluto.

E se non va possiamo allontanarla da noi senza alternative a cui appoggiarsi.

Il vuoto, o la solitudine, può essere l'alternativa migliore.... almeno per un pò...
Con fiducia che al momento giusto finirà, improvvisamente, anche l'attraversata nel deserto.

Alessandro D'Orlando

Onorare il nemico

Alcuni al convegno di Bellaria in cui sono intervenuto per le costellazioni familiari, mi hanno chiesto come sia possibile onorare il nemico: ci sono cose terribili nel mondo.

Ancora di più... che senso ha l'inginocchiarsi davanti al nemico? O a ciò che si considera il male?

Mi chiedo semplicemente come fanno i lottatori a inginocchiarsi davanti all'avversario - mentre lo guardano - prima di lottare con lui.

Mi chiedo se guardando il male non sia il senso di impotenza che ci prende a impedirci la visione profonda di ciò che accade.

Mi chiedo se non sia il fatto che non riusciamo a accettare il potere del male che ci supera, a lottare per il bene - schierarsi con chi può perdere... perchè?.

Onorare la forza del nemico credo che aiuti a essere rispettosi e a non fare sciocchezze.

Poi dobbiamo scegliere a quali forze prestare servizio: servizio al Bene, o servizio al Male?

Sempre se ci è possibile scegliere... Sempre se non siamo già stati presi a servizio, e non ce ne siamo accorti...

AD

venerdì 16 aprile 2010

Cosa accadrebbe se...

Cosa accadrebbe alla tua vita se tu riuscissi ad abbracciare ciò che ti fa soffrire?
Se tu riuscissi a inginocchiarti con umiltà davanti a ciò che non puoi cambiare?
Se tu riuscissi a onorare la tua famiglia e chiunque ti abbia dato qualcosa che nella vita ti è servito?
Se tu riuscissi ad essere grato a chiunque ti abbia dato qualcosa?
Cosa accadrebbe se tu riuscissi a sentire che sei parte di ogni cosa e persona su questo pianeta ed in questo universo?
Immagina: domani ti alzerai, e potrai pensare con gratitudine ai tuoi genitori, ai tuoi fratelli, ai tuoi nonni.
Potrai augurare pace ed amore, esprimere benevolenza verso chi ti ha fatto del male.
Potrai guardare a ciò che ha spaventato la tua famiglia, a ciò che ha voluto dimenticare e potrai onorare chi è stato dimenticato.
Potrai lasciarti alle spalle le cose che non sono andate bene: con la tua famiglia, con un partner, con un collega...
Potrai sentire il sostegno della vita alle tue spalle se mai tu dovessi sentire il bisogno di appoggiarti.
Potrai lasciarti abbracciare da chi vuole darti amore, e potrai vedere un senso dietro ai fatti più difficili che hai vissuto.
E in questo senso potrai scoprire quanto amore nascosto c'era dietro.
Quanto amore nascosto c'era dietro una persona che ti ha fatto del male, che se ne è andata. Forse potresti scoprire che se ne è andata perchè tu volevi andartene... O che ti faceva del male perchè nel profondo ti voleva svegliare da un dolore che ti stava uccidendo...
Immagina di poter guardare in fondo alle cose che succedono, come quando si guarda nel fondo del mare quando le acque si quietano, e scoprire pace.
Immagina di poter per un istante stare in pace.
E di poter comunque lottare, ma nella pace interiore.
Mi chiedo come sarebbe la tua vita, la nostra vita facendolo.
Credo che sarebbe molto migliore...
Ecco, questo sono le costellazioni familiari, questa è l'esperienza che puoi vivere...
Alessandro D'Orlando

venerdì 2 aprile 2010

La volontà non è mai abbastanza

Ogni giorno siamo chiamati a dare una forma a pensieri, azioni ed emozioni.

Ogni giorno siamo chiamati a dare il massimo di noi stessi, affinchè ogni sogno abbia il suo spazio, ogni desiderio sia consumato nell'azione (anche inutile), ogni ispirazione sia nutrita e incarnata nel mondo reale.

Se non lo facciamo tutto ciò che abbiamo dentro ci consuma da dentro alla ricerca comunque di uno sbocco: nel bene e nel male.

Non possiamo quindi che ricominciare il giorno dopo dall'inizio: se l'opera non è come la vogliamo, come è l'immagine che abbiamo dentro, dobbiamo ricominciare.

Anche nello zen, ad es. nell'arte del Bonsai, dopo una lunga disciplina si arriva all'espressione fedele dell'immagine interiore nell'azione.

Nella realtà il Bonsai sono le relazioni, il lavoro, la famiglia.

Facendo il meglio di noi stessi in ogni cosa, cresciamo e siamo soddisfatti.

Risparmiandoci, perdiamo e ci indeboliamo.

Alessandro D'Orlando