mercoledì 27 giugno 2012

L'ego è una malattia mortale

Per un certo periodo di vita pensi che stai decidendo tu le tue scelte.

Poi capisci che non sei esattamente tu. Pensai che siano gli altri, o il tuo passato - la tua famiglia, la tua educazione, il tuo partner.

Poi capisci che si tratta di una voce dentro di te.

Poi capisci - dopo molto tempo - che quella voce non vuole esattamente il tuo bene.

Dopo altri anni ancora capisci che non vuole quasi mai il tuo bene -  come un disco rotto non suona mai la musica giusta.

Poi capisci che - dopo altri anni ancora? - che dovresti trovare un'alternativa ma non sai dove.

Dopo ancora capisci - quanti anni dopo? - che puoi costruire una alternativa ma ti costerà - e non ancora sai quanto.
Sai solo che devi farlo e che l'impresa, anche se diperata, è l'unica che ha senso.

Poi costruisci una alternativa e all'inizio è debole e fragile.

Poi diventa forte ma comunque si ricade nell'errore.

Poi alla fine......

... se una vita basta...

si trova finalmente la libertà vera di vivere.

Farlo senza una guida, questo percorso, è solo incoscienza.

A.

Andare contro la coscienza

Non abbiamo tempo per stare alla luce, all'aperto, per respirare o semplicemente bere acqua - pura acqua - dobbiamo prima fare qualcos'altro.

Non abbiamo tempo per pensare nè per sapere come stiamo - dobbiamo vedere o sentire o leggere qualcosa - le ultime notizie, le ultime canzoni.

Non abbiamo tempo per approfondire concetti quali fede, sentiero, anima, spiritualità, religione...

Non stupisce quindi il fatto che in queste condizioni iniziamo a odiare la vita e le sue diverse manifestazioni (estranei, stranieri, culture diverse, la nostra stessa esistenza quando non corrisponde ai nostri desideri).

Vivere contro coscienza innesca meccanismi distruttivi.

Ci vuole tempo, attenzione, calma e tante altre cose che nessuno - generalmente - ci ha mai insegnato.

Si tratta di tornare a scuola - riprendere la cartellina e il grembiulino e prendere l'autobus per la scuola della vita. Quella della morte l'abbiamo già - forse - sufficientemente esplorata.



  



giovedì 21 giugno 2012

Vivere per l'anima

Il corpo cerca la sicurezza,
il cuore cerca l'amore
la mente cerca stimoli,

l'anima invece cerca un senso
nonstante i pericoli, il freddo, la noia.

L'anima va oltre tutto questo,
indifferente al piacere e al dolore, alla gioia e alla tristezza, al tempo e allo spazio.

Tanto vale arrendersi e cercare fin da subito un senso.

E poi trovarlo.

E quindi viverlo

A.

giovedì 7 giugno 2012

L'arte del male, l'arte del bene

Sono uscito impressionato dal cinema stasera,
impressionato dalla qualntità di paura che le grandi società decidono di proiettare sul pubblico.

Paura per il vicino, per l'uomo o la donna che conosci per caso, per la guerra, le malattie, il dolore....
paranoia su tutto e verso tutti.

Guerra, odio, violenza, paura, sadismo...
E' il mondo dei rettili che proiettano film per rettili.

Dobbiamo chiudere con la tv, chiudere con il cinema e incominciare a scegliere la vita che vigliamo vivere, i suoi valori, e le persone che vogliamo accanto a noi.

o sceglierà per noi chi commissiona i film...
E a giudicare dai film, non sembra che sia una gran alternativa...

L'arte deve ispirare l'essere umano,
altrimenti è spazzatura... o peggio.

http://www.coscienzeinrete.net/arte-e-cultura/item/387-immagini-e-responsabilita-d-autore

sabato 2 giugno 2012

La necessità dell'utopia

L'utopia è vitale quanto la capacità di essere estremamente concreti.

Non è sognare, non è perdere tempo - è necessaria per restare umani mentre le forze della disumanizzazione imperversano come nel film de Il signore degli Anelli.

Chi siamo noi per dire che non esistono altri modi di vivere, di amare, di stare assieme al prossimo, di pensare al mondo, alle cose, alla realtà?

Esistono altre economie, altre strutture sociali, altri schemi mentali e altri valori che portano gioia, umanità, benessere.

Ma non possiamo canalizzare queste onde superiori se non ci crediamo, se non lavoriamo su noi stessi per calmare la paura e le onde del pensiero che la alimentano.

Questo mondo attende che ci fermiamo, che respiriamo, che visualizziamo, che siamo felici e ci prendiamo cura di noi e del prossimo.

Ognuno come può e con i suoi limiti.

Ma se non prendiamo questa direzione saremo un danno per noi - e un danno per questo pianeta.

Forse siamo qui per sperimentare la caduta nella grettezza del concreto  - o forse per sperimentare la magia che viene dal fecondarlo con l'utopia.

Se puoi scegliere , cosa scegli?