domenica 26 dicembre 2010

Il romanticismo della Luce...


E’ molto importante continuare ad avere l’ispirazione nella vita di ogni giorno, ispirazione a cui riferirsi nei momenti piu’ disparati tra le negatività continue.

Meglio ancora se l’ispirazione viene da una immagine simbolica che aggancia il nostro stato interiore ad uno stato di coscienza elevata.

L’altro giorno stavo facendo formazione in un albergo a un gruppo aziendale, ed il posto era naturalmente molto piacevole: una giornata dentro una stanza di albergo con un bel giardino al sole, tende bianche che volavano nel vento ed un vento piuttosto caldo per il mese di ottobre.

Guardando le tende quelle che vedevo era molta Luce… la stessa Luce che si vede, dicono, quando si lascia il corpo, la stessa Luce che molti vedono respirando veloce e profondo, la stessa Luce che è alla base di antichissimi culti del Sole – i primi culti dell’umanità.

Guardando queste tende bianche di tanto in tanto provavo un senso di leggerezza insolita: era la comprensione che siamo questo, che torneremo questo, e che ogni confusione e difficoltà è solo una parentesi in un mare di Luce.

Sarà stata anche una disposizione romantica, ma essere toccato da ciò mi ha guarito da molte negatività che possono venire guardando alle cose per come sono.

Ringrazio allora la Luce, perché è grazie ad essa che possiamo uscire dall’ignoranza senza entrare nella disperazione.

Alessandro D’Orlando

venerdì 24 dicembre 2010

IL NATALE DI TUTTI

Il Natale è il giorno in cui chi ha famiglia forse sente di più le vicinanze alla famiglia che ha costruito.

Per chi l'ha persa o per chi non è mai riuscito a costruirsela è uno dei momenti invece più duri dell'anno.

Per questo, la gioia che proviamo nel cuore possiamo dedicarla anche a chi non potrà quest'anno festeggiare con chi ama o ha amato.

Abbiamo bisogno di condividere la nostra gioia affinchè cresca e si moltiplichi.

Nelle preghiere di stanotte, ricorda anche chi è solo, chi è disperato, chi ha perso la strada, chi ha perso la pace, chi ha perso il senso.

Cristo è nato anche per lui.
Tu lo puoi condividere con tutti coloro che soffrono.
Attraverso di te può capire tutto questo.
Anche solo se immagini di portare luce vicino al suo cuore, perchè lui ne possa disporre.

Con questo spirito Ti auguro un  Buon Natale ed un Felice Anno.

Alessandro D'Orlando

martedì 21 dicembre 2010

La tendenza al successo



E’ vero, avere successo dipende da tanti fattori.
Alcuni sono in mano nostra, altri meno, altri assolutamente no – non in questa vita almeno.
Per alcuni possiamo fare tutto, per altri possiamo fare qualcosa per altri nulla.
Per le situazioni più semplici basta che cambiamo comportamenti, per altre più complesse dobbiamo guardare al più intricato mondo delle convinzioni, dell’identità, della volontà.
Per altre ancora più complesse dobbiamo salire sul piano dell’anima e con umiltà lavorare per cercare cosa ancora ci allontana dal nostro obiettivo, per esempio usando le costellazioni sistemiche.
Per altre situazioni ancora più complesse dobbiamo solo pregare e aver fede.
Possiamo fare anche tutto questo assieme ogni giorno.
E ricordando che aldilà di tutto, dato che non sappiamo quanto lungo sarà il nostro cammino per arrivare alla meta, dobbiamo curare il viaggio fin dal primo passo e fin nei dettagli: partendo da ciò che diciamo e ci diciamo, da ciò che pensiamo, da ciò che immaginiamo, da ciò che proviamo, da ciò in cui crediamo, dai contenuti e dal modo di tutti questi aspetti.
Forse non basterà.
Ma almeno saremo a posto davanti a noi stessi.
Saremo coerenti, forti ed in pace.
Anche nel fallimento.
Perché l’unico vero fallimento è rinunciare a ciò che per noi è importante, fino a quando è importante.
Alessandro D’Orlando

mercoledì 15 dicembre 2010

La seduzione dell'ipocrisia

E' facile dimenticarsi che ogni volta che abbiamo l'indice puntato su qualcuno, almeno tre sono puntati su di noi.

E' facile pensare che il nostro è il punto di vista giusto e che quello dell'altro è sbagliato.

La realtà è che possono essere giusti entrambi e che ognuno si assume le conseguenze del proprio pensare.

Quando non hai bisogno di avere ragione non hai bisogno nemmeno di giudicare, nè di condannare, nè di odiare: puoi lasciare gli altri come sono, come puoi lasciare te stesso, te stessa così come sei.

Se alla fine possiamo vedere solo le nostre proiezioni, se la realtà ci sfugge continuamente, che bisogno c'è di giudicarla? La realtà si rivela spontaneamente nel momento in cui la si ama e la si guarda per quello che è. A quel punto si può scegliere, ma sempre con amore.

Scegliere con l'odio, o con la paura, o con la rabbia non porta mai a buone scelte.
Scegliere con calma e lucidità invece sì.

Scegliere con rabbia, odio o paura significa solo che siamo dentro ad altre proiezioni, alle solite fantasie, ai soliti schemetti.

Si può uscire da Matrix solo con amore.

Con l'odio non si può uscire, nè con la rabbia, nè con la paura.

E per tutte le cose che hai detto e fatto sotto la rabbia, la paura e l'odio chiedi scusa a Dio.
E fai qualcosa per porvi rimedio, se puoi meglio ancora con la persona ferita.

In realtà hai fatto del male a lei perchè stavi facendolo a te stesso, a te stessa, a quella parte che lei ti pare rappresenti (era sua veramente? Era tua fin dal principio e l'altra persona ha dovuto adattarsi a quella parte? Era stata scelta per arrivare semplicemente all'epilogo che tu, o l'altra persona in fondo volevate?

La realtà sfugge a ogni schema, ogni giudizio è inutile e resta solo un'umile percezione, una intuizione che come una stella con amore ci guida nel mare in tempesta della vita.

Il giudizio è come le nuvole che oscura quella luce lontana.

Anzi, di più. Per quanto male possa farti una persona, prova a dirle semplicemente "lo sapevo fin dall'inizio".
Se siamo onesti fino in fondo, forse, scopriremo che è vero.


A.

martedì 14 dicembre 2010

Le scelte di pancia

Provare amore per una persona significa saperla aspettare, lasciarle i tempi per decidere, rispettarne i momenti di chiusura e di apertura.

La cosa diventa più complicata nella coppia dove le aspettative, i progetti di vita creano alle volte differenti vedute sul mondo.

In quei casi è meglio essere allineati, altrimenti si va incontro a grosse delusioni.

Aspettare un partner in una coppia può essere estenuante: avere dei figli o meno, sposarsi o meno, andare a vivere assieme o meno: lì credo che decida l'inconscio più che la razionalità.

Se uno non se la sente, è possibile che passino anche anni.

Sei disposto, sei disposta ad aspettare?

Anche il no è lecito, ed è un atto di amore: verso sè stessi.

A.

lunedì 13 dicembre 2010

L'amore è una decisione

Baumann parla di società liquida: una società dove tutto è soft, dove i legami non sono rigidi e pesanti, dove ci si stacca e attacca con facilità.
Sono legami narcisistici e non basati sull'amore.

L'amore è accettare di soffrire per qualcuno, è essere felice se qualcuno gioisce del nostro dono, è minimizzare il prezzo del dono ed esaltare quello della felicità dell'altra persona.

E' decidere di prendere una strada costi quello che costi, con tutti i rischi del caso.
E' accettare di non tornare indietro.

Quando invece ci si vuole lasciare dietro la porticina aperta: quello non è amore, è paura.
E' paura anche vivere amori dove si vogliono vivere solo leggerezza e bei momenti.

Se davanti hai una persona che non è disposta a venire all'inferno con te con la sicurezza di farcela, con la fiducia che ce la farai e che saprà aiutarti, se hai vicino una persona che ti chiede solo leggerezza: lascia perdere. Farai più strada da solo, da sola.

La leggerezza più grande è quando porti dei pesi e senti che quei pesi lentamente diventano come palloncini. Ti rinforzano, ti tengono sulla terra e ti insegnano umiltà e coraggio.

Il peso più grande è continuare a rincorrere palloncini per tutta la vita: dietro ai colori ci si perde nella foresta.

Se non vuoi perderti anche tu: lascia perdere.

Alessandro D'Orlando

venerdì 10 dicembre 2010

Uscire dal labirinto

La vita, con i nostri tentativi di raggiungere qualcosa o di evitare qualcos'altro è un bel labirinto.

Non c'è mai pace: le nostre paure ci portano vicino a ciò che temiamo così che possiamo imparare a non averne più paura. I nostri desideri ci lasciano insoddisfatti, raggiunti o meno che siano.
Alla fine di tutto, comunque, sappiamo che perderemo tutto ciò che per noi è importante.

L'unica àncora di salvezza è la meditazione: è per alcuni brevi istanti, come alzare lo sguardo al cielo e capire che esiste qualcos'altro che non è il correre in continuazione.

La meditazione è identificarsi con il cielo che copre il labirinto, smettendo di identificarsi con la figurina che si muove all'interno, con i suoi pensieri, o le sue paure, o gli ostacoli davanti ad essa.

Per alcuni istanti siamo liberi, prima di tornare ad essere le formiche che siamo nella vita quotidiana.

Fino al giorno in cui la vita vera sarà quella nella meditazione, 24 ore al giorno, da svegli o da addormentati, nell'ansia o nella calma.

Credo che sia un sano obiettivo da perseguire dal 2011 in poi.