venerdì 30 dicembre 2016

Un saluto a George Michael e alla nostra parte migliore

Aivanov scrive che la nostra anima è come una goccia d'acqua e che cadiamo dal cielo con un compito: qua abbiamo qualcosa da lavare via, la dobbiamo purificare qualcos'altro, laggiù dobbiamo nutrire altro ancora. Nel farlo ci sporchiamo, è inevitabile, ma poi nel tornare al cielo ritroviamo la nostra purezza pronti per un'altra avventura.


A questo proposito penso a persone come George Michael, del quale alcune canzoni mi sono rimaste impresse, come "Like a Jesus to a Child"...






... con le emozioni e sensazioni di benessere, pienezza, pace, comprensione, accettazione che comunica. Mi chiedevo come sarebbe meraviglioso vivere in uno stato di quel genere, per la maggior parte del tempo. L'ascoltavo e riascoltavo e lo stesso facevo durante i miei corsi per aiutare le persone ad accedere a quegli stati.

Ma anche altre come questa che parla di giustizia e ingiustizia con toni umani...




O questa che accenna ai temi della vita e della morte e del dopo morte...


Poi se si accostano queste espressioni ad altre che non sono altrettanto alte, si rischia di restare un pò delusi, così poi penso che in generale,

non sempre siamo all'altezza di quello che scriviamo o diciamo, ma quello che esce da noi ha una vita autonoma e ha un percorso suo indipendentemente da noi e fa del bene nonostante noi.

Ed è meglio non essere sempre all'altezza delle nostre più alte manifestazioni che essere sempre al disopra di una mediocre concretizzazione di ciò che siamo.

Ed è meglio lasciare in qualcuno un segno positivo che nascondersi per timore di sbagliare.

Ed è meglio aspirare a vivere come le nostre migliori espressioni che spendere tempo a vergognarci per ciò che non siamo stati all'altezza di saper fare nonostante ciò che abbiamo detto e saputo.

Perciò voglio ricordare George Michael per la sua parte migliore, così come voglio ricordare le persone e me stesso negli anni trascorsi assieme per ciò che di bello e buono abbiamo condiviso e portato in questo piano materiale.

Il resto possiamo dimenticarlo e andiamo avanti: mi piace immaginare che lui continuerà con il suo viaggio per essere ancora di più ciò che è veramente nel profondo dopo aver riposato un pò in una dimensione più gentile di questa, e così potremo fare noi nei mesi che verranno; potremo continuare a lasciare andare il nostro non-ordine, il nostro non-amore, il nostro non-comprendere per diventare ancora di più ciò che siamo veramente e che ogni tanto fa capolino tra le nostre parole, i nostri pensieri, le nostre azioni.

Così come le canzoni che ha cantato lui, anche noi abbiamo da cantare le nostre. Avremo esercizi da fare, discipline da tenere, dovremo purificare il più possibile il messaggio dal nostro ego e dalla paura, ma alla fine la melodia sarà quella che serve a noi e serve a chi ci sta intorno e rende questo mondo meritevole di essere vissuto.

Se anche avremo cantato una sola buona canzone, pochi minuti in un mare di momenti stanchi, forse già questo avrà dato un senso a tutto quel tempo che, in fondo, rispetto all'eternità, è comunque poco.
E forse se ci rilassiamo con questo pensiero, avremo più energie da dedicare a ciò che ci fa stare bene e meno al timore di sbagliare.

Buone canzoni a tutti per il 2017 e grazie Michael per le tue canzoni più belle.






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