sabato 26 marzo 2011

Il dolore che non vivi

Facciamo di tutto per non entrare nel dolore,
ma se le lacrime fossero le nostre compagne di viaggio più preziose?
Se questo dolore, vero, fosse meglio di tanti fonti sorrisi, finti abbracci, finti baci?

La sua verità credo che stia in questo: che nuotando in esso, in certi giorni affogandoci, in altri annaspando, in altri ancora maledendo la propria strada - sopravvivendo ad esso, arrivano verità importanti che portano la nostra vita ad un altro livello.

Ma perchè questo succeda dobbiamo prendercelo in carico, dirgli: "sono qua, ti aspetto, ti rispetto.

Ogni stagione, ogni ora, ogni omento - anche quello che dovrebbe essere il più felice per la stupida mente,
ogni momento è quello buono perchè arrivi.

E se gli diamo un posto nel banchetto più o meno ricco della nostra vita
lui dopo ci ripagherà,
con un qualcosa di cui forse non sappiamo ancora apprezzarne il valore.

Ma il dono arriva sempre
da mettere da parte
in attesa di momenti migliori.

Il dolore è come un seme
Come il seme in inverno.

Da custodire con cura.
Con amore

Un amore che in certi giorni, ancora non sappiamo liberare.

1 commento:

  1. Mi trovo d'accordo per più e vari motivi.
    E'ciò che spesso,quando mi capita di parlare con qualche persona,entrando in qualche scambio, un pò più profondo di una semplice conversazione,sostengo più volte.
    Accettare il così definito "dolore", è vivere la vita con tutto ciò che si presenta,è trovare il coraggio di andare oltre,lasciando da parte il conosciuto,l'esperienza già vissuta, che con il presente non ha più nulla a che fare, se non intralciare il percorso e togliere energia. Quando si vuole imparare e ,entrare nel nuovo, non si può guardare indietro. In una occasione, una persona mi ha detto: "Ti ricordi quando hai imparato ad andare in bicicletta? Eri piccola. Ti hanno tenuto la bici perche senza le rotelline. Ebbene,prova ricordare,e rivederti in quella situazione. Se tu ti fossi voltata indietro,per vedere se ti tenevano saresti caduta. Era davanti che ti veniva detto di guardare. Quando ,chi ti teneva ha visto che ce la potevi fare da sola, ti ha lasciato andare,e tu,guardando davanti,hai scoperto di riuscire a trovare l'equilibrio. "Ricordo queste parole e ringrazio, perché la vita è piena di questi momenti,momenti che ci sembra di non farcela,ma che non sono altro che prove,prove per scoprire, e imparare a conoscere se stessi.
    Ogni cosa ha il suo tempo, e forse,la cosa più importante, è rendersi disponibili ad accogliere, in modo che, ciò che sta dentro, si dispieghi e si apra al ritmo che ci è dato e come ne siamo capaci. Importante che tutto questo avvenga amando, con tutto l'amore che ci è possibile.
    Grazie!

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