lunedì 24 dicembre 2012

Gli Auguri da Alba


Cari amici,
da tanti anni stiamo portando avanti un sogno insieme a voi: che le 5 Leggi Biologiche possano essere conosciute ed applicate in modo che tutti possano davvero esercitare il loro diritto alla salute ed alla libera scelta terapeutica.
Volevo perciò ringraziare personalmente tutti voi per il vostro impegno e sostegno in tutti questi anni durante i quali, in modo diretto o attraverso l'Associazione ALBA, avete dato il vostro prezioso contributo per trasformare il nostro comune sogno in realtà.
Oggi la metamorfosi di ALBA sta dando alla luce due nuove realtà associative:
- l'Associazione "Salute Attiva", con l'intento di permettere all'utente in medicina di diventare autodefinito e attivo. L'associazione è in fase costitutiva e riceverete al più presto tutte le informazioni relative alla costituzione ed alla Grande Festa di Primavera, prevista per la fine di Aprile
e
- l'Associazione "Scuola di formazione professionale sulle 5LB", con l'intento di essere di sostegno al professionista nel campo della salute, perché possa essere sempre più preparato ed efficace nel suo intervento. L'associazione è già attiva potete trovare tutte le informazioni sul sito www.formazione5lb.eu
Inoltre con la segreteria Secondo Parere continuiamo il nostro impegno per sostenere le persone che richiedono una consulenza sulle 5 Leggi Biologiche, rispondendo alle telefonate nel nuovo orario: lunedì, martedì e mercoledì dalle 9,30 alle 12,30.
.... Cari amici, è vero che non abbiamo mai creduto ad una fine del mondo in termini apocalittici, ma siamo convinti che il vecchio mondo rigido, monolitico e addormentato, si stia ormai estinguendo per lasciare il passo ad un mondo nuovo, fatto di persone creative che, di cuore e d'intenti, sono davvero pronte e disponibili oggi, a prendere in mano in modo attivo e con presenza la propria esistenza.
Ed è con la sensazione che questo nuovo mondo si possa già manifestare a partire dal nuovo anno, che auguro a tutti un sorprendente 2013!
Marco Pfister

domenica 23 dicembre 2012

Un augurio per il 2013


Auguri per questa fine anno e per questo 2013 in arrivo.

Le forme del vecchio stanno mostrando tutta la loro mostruosità.
Le conseguenze dell'Ego sul piano sociale e umano sono finalmente evidenti alla maggioranza delle persone e il cambiamento è finalmente possibile.

Forse dovremo aspettare altri mesi, o anni, o secoli.
Ma la strada è chiara: dall'Ego all'essenza, dal prendere al donare, dallo strappare allo scambiare, dal consumare al creare, dal  pretendere al chiedere, dalla materia allo spirito, dall'affermazione al servizio, dall'indifferenza alla cura.

Nel passato folle intere di anime sono forse andate via per insegnare alle generazioni future lezioni importanti sull'amore, sul rispetto, sulla generosità: indiani d'america, schiavi, vittime di ogni forma di ideologia e sopruso.
Oggi fanno parte di noi le loro idee, i loro costumi, le loro tradizioni, le loro visioni. 

Un mio insegnante ad un corso di Costellazioni mi disse che se sempre più persone si fanno tatuaggi forse bisogna guardare a chi tradizionalmente si faceva tatuaggi nel passato: persone escluse, emarginate, sfruttate.

Anche oggi, altre anime oggi stanno lasciando questo piano per cause egoiche e sempre più vicino a noi e anche grazie a loro stiamo conoscendo che la vita di ogni persona su questo pianeta è unita a qualsiasi altra.

Radioattività, avidità, ferocia, inquinamento, bugie, sfruttamento non risparmiano più nessun angolo del mondo.

E' quindi ora di rialzarsi e rimettere le cose in ordine, prima di tutto dentro di noi, e conseguentemente all'esterno.
Nessun nostro gesto è sprecato. Nessuna parola, nessun pensiero.

Quindi un caro augurio per un anno di Proficuo Lavoro a tutti noi.

martedì 18 dicembre 2012

Primi esploratori


Chi sono coloro che praticano yoga,
la meditazione,
la cura dell'alimentazione,
che seguono principi spirituali che cercano di applicare alla propria vita?
Che cercano di integrare mente, corpo, spirito nella pratica di tutti i giorni?
Che praticano rebirthing, costellazioni familiari, psicoterapia, ritiri spirituali?
Chi sono coloro che leggono libri di self Help, psicologia, comunicazione e simili?

Alcuni dicono che sono persone che non sanno vivere la vita di ogni giorno.

Alcuni dicono che sono persone strambe, o alternative.

Alcuni dicono che sono persone con troppe filosofie in testa.

Alcuni dicono che sono persone con poca integrità perchè i comportamenti che esprimono non sono sempre all'altezza degli ideali che perseguono.

Personalmente, credo che siano solo persone che preparano un mondo migliore,
che vogliono liberarsi dall'eredità di guerre e odio che i secoli hanno caricato sulle spalle delle generazioni,
che porranno le basi per sè stessi e per il prossimo di vite migliori negli anni e secoli a venire.

Sono un'altra grande speranza all'oscurità che lotta per affermarsi oggi.

mercoledì 12 dicembre 2012

Psicoterapia & società

Abbiamo nei confronti della società e delle persone una visione, una ideologia, un atteggiamento, un punto di vista che riflette il livello di evoluzione dell'anima.

Laddove l'Ego prevale, non c'è spazio per l'amore, per il dare, per il rispetto: c'è spazio solo per la degenerazione.

Laddove l'Ego è sottomesso all'Amore, alla coscienza, all'attenzione del prossimo allora c'è spazio per la crescita e il benessere.

Non si tratta di null'altro che questo.

E lo spazio di Ego o di Essenza dovrebbe essere la prima preoccupazione mentre ascoltiamo qualunque persona.

Tutto il resto sono storielle (anche se vengono da persone dottissime) per mettere a dormire i bambini.

Per tirare su loro le coperte.
O mangiarli meglio




mercoledì 5 dicembre 2012

Quando si perdono le illusioni

Quando qualcuno che abbiamo amato ci lascia improvvisamente;
quando qualcuno che diceva di amarci ci tradisce;
quando qualcuno ha mancato alla promessa che ci ha fatto;
quando finisce qualcosa a cui eravamo legati disperatamente (la salute, la giovinezza...);
quando deludiamo noi stessi;

oppure più semplicemente

Quando meditiamo.

Alle volte il dolore può essere simile.

Ma il vantaggio è che non dobbiamo sbattere la testa contro il muro.

Riusciamo a cambiare strada prima.
Prima dei tradimenti, delle manipolazioni, delle bugie, dei vampiri che ci attorniano fuori e nel cuore.


mercoledì 17 ottobre 2012

Lo spessore di un uomo è nelle cose a cui rinuncia

Siamo abituati a valutare le persone da quello che hanno.

Status, macchina, potere, denaro, amicizie...

Non vediamo che l'essenziale sta in quello che non si vede (che è invisibile agli occhi come nella fiaba del piccolo principe).

Le cose a cui uno rinuncia, la seduzione del potere e del denaro, del riconoscimento sociale o familiare...

E' nella grandezza della rinuncia che si vede la grandezza di un essere umano.

Nel prendere spesso non c'è grandezza ma solo la miseria dell'Ego.

L'essenza viaggia leggera.
L'Ego desidera tutto.

Dobbiamo solo decidere a cosa guardare.


sabato 13 ottobre 2012

L'essenza di un guerriero

Immagine di Chogyam Trungpa a cui questo articolo si ispira per il brano su Shambala - La via del guerriero














Non sta nella paranoia, nel sadismo, nell'arroganza, nella rabbia o nell'aggressività.

Non sta nel desiderio di vendetta nè in quello di odio.
Non sta nell'abilità nè nella strategia.

Sta nella capacità di sentire il male come il bene e di sentirsene straziato.
E di dare spazio a questo strazio affinchè altri capiscano che si può fare.
Che si può reggere allo strazio e portare qualcosa di umano nel mondo, di buono.

Il prezzo della verità è la sofferenza della disillusione e oltre a quella c'è la libertà.
Ma arrivare alla libertà richiede disciplina e fermezza.

In ciò sta lo spirito del guerriero.

E la libertà è sempre un salto nel vuoto. Incondizionata. Forse ci faremo male, forse bene.
Ma l'importante è saltare.
E questo è lo spirito del guerriero.

Preparazione,
disciplina,
calma,
lucidità,
sensibilità,
amore e pace e benevolenza verso ogni essere.

Questo è lo spirito del guerriero, che si può scoprire ad ogni meditazione, meditazione dopo meditazione, ora dopo ora, giorno dopo giorno.

Da questo punto di vista,
viviamo in una società di codardi.

E se ce ne rendiamo conto, abbiamo qualche chance di ritrovare la strada verso noi stessi.
Di nuovo.






mercoledì 10 ottobre 2012

L'insegnamento d'amore degli attacchi di panico

Nell'attacco di panico ti senti come una preda
che non sa da dove arriverà l'agguato.

Qualcuno morirà e sai che forse sarai tu.

Hai paura.
Ti batte il cuore.
Qualcosa di oscuro ti minaccia.

Forse la pazzia precederà la morte,
o forse una finta morte - lo svenimento - verrà a salvarti da questo strazio.

E' una bella rappresentazione teatrale in cui ci dimentichiamo che il predatore siamo ancora noi.

Noi che non abbiamo capito che vivere da predatori è inutile.
Inumano.

L'attacco di panico viene per ricordarci delle vittime e del loro valore.
Del nostro valore.
Dell'importanza di volerci bene così come siamo.

Perchè così come siamo siamo sufficientemente buoni per vivere pienamente.


domenica 30 settembre 2012

L'importanza della psicoterapia per la vita spirituale

La vita spirituale si nutre a volte dei disordini della mente e del cuore.
Cerchiamo nel mondo "oltre" risposte che non possiamo trovare su questo piano.

A volte queste risposte non le troviamo all'inizio perchè è bloccata, compromessa, inibita la nostra capacità di conoscere noi stessi-gli altri-il mondo a causa di traumi, dolori, stati dissociativi creati da ripetuti abusi fisici, psicologici addirittura sessuali.

Così sviluppiamo talenti che ci permettono di meditare, pregare e di stare in connessione con l'altra dimensione.

Ma questo è il tetto della personalità.

Il Dalai Lama credo che parlò dell'importanza di avere un cuore caldo e una mente fredda.
E la mente fredda e un cuore caldo nascono da una buona psicoterapia nel caso di traumi.

Altre vie per guarire i traumi forse risiedono in un ottimo Maestro e in un ottimo rapporto con lo stesso, ma questo attualmente non mi pare essere la condizione della maggior parte degli occidentali.

Così la vita spirituale è il tetto della casa.
una buona vita emotiva e mentale sono le fondamenta e le mura.

Avere un buon tetto aiuta a fare dei lavori di risistemazione delle mura e delle fondamenta senza bagnarsi.

Ma non si possono trascurare questi lavori altrimenti poi, anche il tetto può caderci addosso.



martedì 25 settembre 2012

Chi non salva chi salva il mondo

Occuparsi dei problemi del mondo
della gente
del pianeta

e non avere idea di quali siano i propri problemi
le proprie difficoltà
o le difficoltà della propria famiglia
nutre molto l'ego.

E' poco spirituale mentre sembra di esserlo molto.

A che serve essere ansiosi e contratti e sofferenti mentre si reggono le colonne del creato?
Meglio farsi da parte e lasciare tutto alle spalle del più forte.

Che poi di solito è l'insieme delle vite di migliaia di esseri umani che compiono
microscopiche azioni d'amore
ovunque nel pianeta
a volte anche senza saperlo.


mercoledì 19 settembre 2012

L'irresistibile piacere del ciuccio

La tv la sera appena tornato, o durante le vacanze, o dopo una giornata difficile, o nelle lunghe notti d'inverno o assieme alla persona che ami...

è solo un ciuccio.

Non che sia cattiva la cosa - è solo fuori tempo.

Se non trovi qualcosa di meglio da fare in quelle ore allora potresti aver bisogno di psicofarmaci per sostituire la tv?

Allora meglio la tv.

E' una psicoterapia di contenimento di massa che funziona, è gratis (quasi) e praticamente infinita.

Ma non è che sia una scelta evoluta davanti alle urgenze che incombono.

E' semplicemente un stare fermi mentre il treno della vita scorre.





giovedì 30 agosto 2012

Percorso spirituale: una prospettiva psicologica

Kohlberg definisce i seguenti livelli di sviluppo morale di un individuo:
1) stadio preconvenzionale
a) stadio premio - punizione: mi oriento in base al premio che posso ricevere o alla punizione che potrei avere;
b) orientamento individualistico e strumentale: faccio qualcosa solo se mi è utile.
2) stadio convenzionale
a) orientamento del bravo ragazzo: tengo conto degli altri e del loro pare e cerco di mantenere armonia ne mio ambiente;
b) orientamento all'autorità e all'ordine: non mi oriento nel mio agire più al gruppo ma al mio ruolo - riconosco i doveri anche verso la società in base al ruolo che rivesto;
3) orientamento post-convenzionale:
a) stadio del contratto sociale: le norme vanno comunque rispettate perchè garantiscono il benessere di più persone;
b) stadio dei principi etici universali: impegno per il rispetto della vita e della dignità;
c) interrogativi morali di tipo filosofico.

Da questo punto di vista potremmo quindi dire che un percorso spirituale ci porta verso livelli morali sempre più elevati a dispetto dell'educazione e del condizionamento sociale che ci vorrebbero più meschini.

Quando ragioniamo in termini di umanità funzioniamo al massimo livello e siamo veramente umani.

Detto questo: tu a che punto sei? E dove vuoi andare? E dove stai andando?
E il percorso spirituale che stai seguendo ti aiuta a far posto a tutti gli esseri - umani e non umani? e a tutto ciò che è visibile e non visibile?

Perchè ogni cosa che facciamo influenza tutto ciò che circonda - vicino e lontano, piccolo e grande.

A.







lunedì 20 agosto 2012

La verità esiste- ed è il tuo respiro

Non sono le idee che ci attraversano,
le ideologie che danno senso alla nostra vita,
le passioni che ci fanno sentire vivi,
le persone che danno significato alla nostra vita,

Non è lì la verità.

Nemmeno nella storia del nostro passato,
in tutto ciò che ci fa dire "io sono così",
in tutto ciò che ci attende nel futuro o che ci immaginiamo ci sia.

Non è lì la verità.

La verità non è scritta
non è espressa
non può nemmeno esserlo,

perchè è mutevole di istante in istante

proprio come il respiro.

Perchè la verità è nel respiro,

nel consapevole contatto del respiro quando entra e quando esce.

Il resto è un contorno che lascia il tempo che trova.

lunedì 13 agosto 2012

Camminare su una lama

In un percorso spirituale c'è sempre il rischio.

Il rischio di cadere nel conflitto contro il negativo, attaccandosi al positivo, se ci si focalizza sul positivo stesso (l'essenza di luce, divinità, amore, saggezza in noi).

Il rischio di attaccarsi al negativo e di giustificarlo se si segue la via in cui si nega tutto ciò che non è verità (entrare dentro il dolore, la sofferenza, le emozioni pesanti per scoprirne alla fin fine l'inconsistenza e la nullità - o per lasciare che con tale sofferenza l'anima si purifichi e in conseguenza di questo processo lasciare che saggezza e amore emergano dalla gabbia che va dissolvendosi).

Anche la meditazione stessa - perlomeno nelle fasi iniziali (ma essendo probabilmente un percorso praticamente infinito che senso ha parlare di fasi iniziali?) - nelle sue varie forme - può essere forse praticata con lo stesso rischio.

Sono tranelli dell'Ego nella via verso la liberazione.

E nello stesso tempo è un tranello anche pensare che possiamo evitare di camminare su questa lama - la lama esiste comunque, è sotto i nostri piedi, perchè voletnti o nolenti siamo tutti su un percorso spirituale.



sabato 21 luglio 2012

Il treno del destino

La malattia è il destino,
un problema di salute,
qualcuno che ci tradisce o ci lascia,
o qualcuno per il quale soffriamo.

Tutto è manifestazione di destino.
Pensiamo di controllarlo con la medicina, con la psicologia, con la nostra intelligenza ed i nostri sforzi,
ma alla fine, in fondo, nel migliore dei casi, è solo un cercare di contrattare con il proprio Destino.

Non è possibile probabilmente trattare con lui,
Puntare a piccoli sconti di pena non funziona quasi mai.

Tanto vale fermarsi, guardarlo negli occhi, respirare mentre lo guardiamo che viene verso di noi come un treno - e possiamo lasciare che ci attraversi.

Respiro dopo respiro.

Per tutta la vita.

Mentre gli andiamo incontro
vivendo la nostra vita
mentre ci attraversa.

A.

mercoledì 18 luglio 2012

L'albero del bene e del male

Il bene è solo,
il male mai.

Il bene è scoperto,
il male mai.

Il bene è staccato dalle conseguenze,
il male mai.

Il bene è libero dal futuro
Il male no.

Il bene punta al servizio,
il male a farsi servire.

Il bene punta all'universo,
il male all'io.

Il bene punta alla crescita,
il male alla distruzione o alla conservazione.

Il bene è creativo,
il male è rigido, morto,  inerte.

Il bene è attento al qui ed ora,
il male ai principi, alle idee, ai progetti.

Il male è più forte del bene.
Il bene però si serve del male.

Così alla fine, se si sta seduti
o si pensa di esserlo
sul ramo del bene
bisogna stare attenti a non segare il tronco del nostro albero.



mercoledì 11 luglio 2012

Erode tra noi

Trailer film i figli dell'uomo

Non serve passare alle armi.

Basta togliere il tempo a una genitore di stare a casa se lo desidera,

basta togliere le risorse economiche a una famiglia,

basta portare allo sfacelo il tessuto familiare e sociale di una comunità,

basta nutrire le paure e le paranoie dei singoli,

basta lasciare le forze dell'anticoscienza libere nella tv, nelle radio e nei giornali,

basta poco per spingere un singolo a ritirarsi in sè stesso spaventato e sperare che la vita finisca presto.

O forse, se non siamo chiamati più a far nascere bambini - siamo chiamati a far rinascere i bambini che siamo stati

ma questa volta con l'occasione di vivere con coraggio, apertura, fiducia, creatività.

Generazioni di guerre, miseria, crisi, difficoltà hanno forse mirato proprio a questo - all'evoluzione della specie umana verso una specie migliore.

Ancora più umana.

In quell'umanità sarà possibile di nuovo fare bambini

A.


venerdì 6 luglio 2012

A cosa servono i lager

A ricordare che le regole sono più grandi dell'amore.

...

La disumanità è razionalizzata: "Lavorare rende liberi.."

Se non rispetti le regole (lavorare) non meriti la libertà.

Se non meriti la libertà meriti tutto il resto.

In quel "resto" ti disumanizzi.

Disumanizzandoti meriti il resto del resto.

Così nel mentre diventi sempre meno umano io posso trattarti da "non persona".

Così se prima c'era una regola tra me e te ora c'è una differenza enorme in termini di "specie", "dna", "razza".

Con l'aumentare delle differenze si possono aprire le porte dell'inferno con la buona coscienza...

...

All'essere umano basta poco per chiudere il cuore.
Basta una piccola ragione.
Una piccola giustificazione.
Una minima regola.

Anche oggi.

Dalle periferie delle città alle relazioni di ogni giorno.
Basta poco per chiudere il cuore.

Basta una trasgressione di una delle infinite regole dell'universo.

Canzone di Vasco Rossi




Sentirsi stupidi è normale - anzi vitale

Ci si sente stupidi quando ci si sorprende a fare un errore su cui - teoricamente - sappiamo già tutto.

Il fatto è che lo sa il nostro emisfero sinistro: lui ha i libri, la conoscenza, l'esperienza, la memoria degli eventi.Ma le nostre azioni sono guidate dall'emisfero destro, con le sue memorie, esperienze, traumi, bisogni insoddisfatti...

...DELL'INFANZIA

Siamo stati bambini e ci hanno dimenticato - dimenticanze dopo dimenticanze da infinite generazioni - tempi biblici di dolori che appesantivano gli occhi dei genitori sui figli....

... e poi noi ci siamo dimenticati della nostra infanzia nell'adolescenza...

... e continuiamo come in una commedia di cui abbiamo smarrito il copione le stesse tristi strade, facendo finta di poter vivere senza tornare indietro.

Ma il passato ritorna sempre sotto mentite e nuove spoglie, perchè l'importante non è sapere solamente come fare meglio - nè tanto meno sapere semplicemente che cosa non va fatto.

L'importante è porgere la mano a quel bambino, a quella bambina e ricominciare da quel punto in cui si è fermato, si è fermata.

Piangendo, resta in attesa della nostra mano che forse non è mai arrivata. O non abbastanza.

Non è lui in fondo da biasimare per gli errori, ma l'adulto in noi che quella mano non porge.
Per dimenticanza, distrazione, narcisismo.

Per paura di sentirsi stupido...

A.










mercoledì 4 luglio 2012

I pifferai magici di oggi

Falsi maestri...

Li riconosci per quello che non dicono piuttosto che da quello che dicono.

Dicono tutto quello che è condivisibile,
semplicemente portandoti lontano da ciò che è essenziale.

Portano verso ciò che è piacevole,
lontano da ciò che è vero.

Portano verso la forza interiore,
omettendo la necessità di sottometterla al trascendente.

Portano verso l'energia e la passione,
tralasciando la necessità della consapevolezza, dell'ascolto, dell'inattività esteriore.

Parlano di ricchezza,
senza specificare come.

Parlano di giustizia,
senza parlare di amore.

Parlano di come amare qualcuno,
senza dire che serve a tutti.

Parlano di crescita,
ma non dicono di cosa.

Parlano di futuro,
per non parlare del presente o peggio ancora - degli insegnamenti del passato.

Come il pifferaio magico
prima del burrone.





mercoledì 27 giugno 2012

L'ego è una malattia mortale

Per un certo periodo di vita pensi che stai decidendo tu le tue scelte.

Poi capisci che non sei esattamente tu. Pensai che siano gli altri, o il tuo passato - la tua famiglia, la tua educazione, il tuo partner.

Poi capisci che si tratta di una voce dentro di te.

Poi capisci - dopo molto tempo - che quella voce non vuole esattamente il tuo bene.

Dopo altri anni ancora capisci che non vuole quasi mai il tuo bene -  come un disco rotto non suona mai la musica giusta.

Poi capisci che - dopo altri anni ancora? - che dovresti trovare un'alternativa ma non sai dove.

Dopo ancora capisci - quanti anni dopo? - che puoi costruire una alternativa ma ti costerà - e non ancora sai quanto.
Sai solo che devi farlo e che l'impresa, anche se diperata, è l'unica che ha senso.

Poi costruisci una alternativa e all'inizio è debole e fragile.

Poi diventa forte ma comunque si ricade nell'errore.

Poi alla fine......

... se una vita basta...

si trova finalmente la libertà vera di vivere.

Farlo senza una guida, questo percorso, è solo incoscienza.

A.

Andare contro la coscienza

Non abbiamo tempo per stare alla luce, all'aperto, per respirare o semplicemente bere acqua - pura acqua - dobbiamo prima fare qualcos'altro.

Non abbiamo tempo per pensare nè per sapere come stiamo - dobbiamo vedere o sentire o leggere qualcosa - le ultime notizie, le ultime canzoni.

Non abbiamo tempo per approfondire concetti quali fede, sentiero, anima, spiritualità, religione...

Non stupisce quindi il fatto che in queste condizioni iniziamo a odiare la vita e le sue diverse manifestazioni (estranei, stranieri, culture diverse, la nostra stessa esistenza quando non corrisponde ai nostri desideri).

Vivere contro coscienza innesca meccanismi distruttivi.

Ci vuole tempo, attenzione, calma e tante altre cose che nessuno - generalmente - ci ha mai insegnato.

Si tratta di tornare a scuola - riprendere la cartellina e il grembiulino e prendere l'autobus per la scuola della vita. Quella della morte l'abbiamo già - forse - sufficientemente esplorata.



  



giovedì 21 giugno 2012

Vivere per l'anima

Il corpo cerca la sicurezza,
il cuore cerca l'amore
la mente cerca stimoli,

l'anima invece cerca un senso
nonstante i pericoli, il freddo, la noia.

L'anima va oltre tutto questo,
indifferente al piacere e al dolore, alla gioia e alla tristezza, al tempo e allo spazio.

Tanto vale arrendersi e cercare fin da subito un senso.

E poi trovarlo.

E quindi viverlo

A.

giovedì 7 giugno 2012

L'arte del male, l'arte del bene

Sono uscito impressionato dal cinema stasera,
impressionato dalla qualntità di paura che le grandi società decidono di proiettare sul pubblico.

Paura per il vicino, per l'uomo o la donna che conosci per caso, per la guerra, le malattie, il dolore....
paranoia su tutto e verso tutti.

Guerra, odio, violenza, paura, sadismo...
E' il mondo dei rettili che proiettano film per rettili.

Dobbiamo chiudere con la tv, chiudere con il cinema e incominciare a scegliere la vita che vigliamo vivere, i suoi valori, e le persone che vogliamo accanto a noi.

o sceglierà per noi chi commissiona i film...
E a giudicare dai film, non sembra che sia una gran alternativa...

L'arte deve ispirare l'essere umano,
altrimenti è spazzatura... o peggio.

http://www.coscienzeinrete.net/arte-e-cultura/item/387-immagini-e-responsabilita-d-autore

sabato 2 giugno 2012

La necessità dell'utopia

L'utopia è vitale quanto la capacità di essere estremamente concreti.

Non è sognare, non è perdere tempo - è necessaria per restare umani mentre le forze della disumanizzazione imperversano come nel film de Il signore degli Anelli.

Chi siamo noi per dire che non esistono altri modi di vivere, di amare, di stare assieme al prossimo, di pensare al mondo, alle cose, alla realtà?

Esistono altre economie, altre strutture sociali, altri schemi mentali e altri valori che portano gioia, umanità, benessere.

Ma non possiamo canalizzare queste onde superiori se non ci crediamo, se non lavoriamo su noi stessi per calmare la paura e le onde del pensiero che la alimentano.

Questo mondo attende che ci fermiamo, che respiriamo, che visualizziamo, che siamo felici e ci prendiamo cura di noi e del prossimo.

Ognuno come può e con i suoi limiti.

Ma se non prendiamo questa direzione saremo un danno per noi - e un danno per questo pianeta.

Forse siamo qui per sperimentare la caduta nella grettezza del concreto  - o forse per sperimentare la magia che viene dal fecondarlo con l'utopia.

Se puoi scegliere , cosa scegli?



giovedì 24 maggio 2012

Quando viene attaccato il bene - 2^ parte

Rispondo a questo commento:
il testo non è complicato. mi riferivo all'argomento. a volere essere disincantati, la vita si perpetua usando l'amore come mezzo per portare avanti sè stessa.
mi sembra logico quindi che la vita segua le regole degli ordini dell'amore. eppure nel vivere quotidiano, parlo per me, non trovo così semplice scoprirne e vederne i meccanismi, trovare i legami. è un campo, almeno a mio parere, piuttosto complicato, mentre forse potrebbe essere così semplice da essere quasi ovvio. forse non so ancora (non sappiamo?) guardare le cose nella giusta prospettiva.


Un mio insegnante diceva: la domanda vera non è perchè le costellazioni ci peremettono di sentire ciò che uno sconosciuto prova - la vera domanda è come facciamo noi a sconnetterci da questa capacità di percezione.
Gli ordini dell'amore possono essere percepiti a partire da uno stato di calma che viene dall'abitudine alla preghiera e alla meditazione. Poi dovremmo conoscere anche le regole degli ordini dell'amore - la legge dell'appartenenza, del dare e del ricevere, della gerarchia soprattutto.
Queste leggi ci permettono di ordinare ciò che percepiamo, di dargli un significato e di reggerlo.

Le cose semplici non sono facili di solito.
Lo si sa anche nello zen, dove meno si fa e meglio è - ma è l'Ego che complica tutto, dice che è difficile, che ci vuole sforzo, fatica, tempo.
L'essenza invece vuole attenzione, calma, intuizione.
Avvicinarci all'essenza aiuta molto a capire le dinamiche nascoste della vita.
Quelle semplici del cuore.

L'ego cerca ciò che è nascosto, misterioso.
L'essenza cerca quello che è semplice e sotto gli occhi di tutto.

L'ego cerca il potere su qualcuno o qualcosa.
L'essenza cerca il potere di aiutare, di servire, di creare, di amare.

E' un percorso semplice nella misura in cui si impara ad ascoltare....
 

mercoledì 23 maggio 2012

Quando il bene viene attaccato

Alla luce delle costellazioni familiari, coloro che se ne vanno a causa del gesto di altri, restano nella vita e nei discendenti di colui che quel gesto ha compiuto.

Resta come senso di colpa, come espiazione e come ripetizione di un destino che vuole essere visto e riconosciuto.

Anche le cause, le idee e i progetti della vittima restano a livello più profondi e probabilmente diffusi - soprattutto in chi resta e nelle generazioni successive.

Quindi, in particolare, se è il bene ad essere attaccato, esso diviene più forte e potente.

Mi viene in mente il film di Star Wars dove lo jedi era ancora più forte da morto.

Probabilmente è così - per quello che si può vedere nei lavori di costellazioni.

La nostra anima e l'anima della famiglia non sopporta il male che il nostro cervello desidera compiere per tornaconti personali o ideologie.

L'essere umano non regge alle conseguenze maligne delle proprie azioni.

E le generazioni successive non accettano le ingiustizie dentro la propria famiglia - cercano quindi - anche se inconsapevolemente - di riparare.
Alle volte il riparare è purtroppo una semplice espiazione.
Alle volte è la ripetizione del destino della vittima

Come diceva Hellinger: siamo libero di fare quello che vogliamo, ma non siamo liberi dalle sue conseguenze.E non siamo liberi dalle conseguenze del destino della nostra famiglia.

Un pensiero quindi di amore per gli innocenti che non ci sono più, e per lo speciale contributo ad un mondo migliore.

E un augurio a chi guarda agli innocenti affinchè questo sguardo porti non a nuovo dolore ma a un bene ancora più grande.




lunedì 7 maggio 2012

La dissociazione è una sfida

Dimenticarsi le cose, non sapere dove sono, dove siamo, cosa stiamo facendo, cosa abbiamo fatto ieri...

Per lavorare sulla dissociazione ci vuole tempo: Emdr, Costellazioni, e tra le tante discipline mi vengono in mente yoga, tai chi, meditazione, respirazione.

Da una parte è infatti buono far uscire e far pace con le emozioni per cui preferiamo dissociarci.
Aiuta la terapia ma anche l'atteggiamento che ci viene dalle discipline sopra.

E poi serve imparare a rallentare e essere attenti.
Quello che insegnano le discipline sopra, ancora.

Quindi ogni volta che ti dissoci, prendila come una sfida.
Ad andare più piano e a volerti più bene.


lunedì 30 aprile 2012

Podcast

Da oggi sono disponibili le sedute anche in formato podcast scaricabii anche tramite i tunes per i pod e dispositivi simili.

L'obiettivo è rendere sempre più dffuso l'uso di strumenti per continuare il lavoro anche a casa oltre al momento rinfrancante dei corsi.

Con il tempo cercherò di rendere l'audio e l'elaborazione dei files sempre più accurata mano a mano che prendo confidenza con questi strumenti.

Nel frattempo le indicazioni per un buon lavoro ci sono tutte.

A.



venerdì 27 aprile 2012

Parole da cancellare

"Provare, tentare, cercare...": se vuoi evitare di programmarti di fallire.
"Devo...": se vuoi evitare la depressione. Meglio usare il "posso"...
Il "voglio" è già abbastanza stressante.
"No...", meglio usare il "si, e...", si vive meglio con il mondo così, e soprattutto il mondo anche ci segue di più.
"Ma...", meglio usare il "... e ...", così si mettono insieme cose e punti di vista e la creatività si insinua negli spazi dove prima il conflitto la faceva da padrone.
Poi evitiamo il "sempre, spesso, mai, tutti, nessuno": così evitiamo di dire cose non vere perchè generalizzate.

Cambiamo il linguaggio per cambiare il pensiero.
Non come vorrebbero gli autori della neolingua orwelliana, ma come vorrebbe il nostro cuore per essere più umani.

mercoledì 25 aprile 2012

Alla fine vince sempre il bene

Il bene è fragile davanti al male.

Suo destino è all'inizio soccombere - quasi sempre.

La vittoria è sempre invisibile e sulle lunghe distanze e per strade nascoste all'occhio.
(mentre il male vince subito, in modo eclatante).

Saranno coloro che verranno dopo a ristabilire la giustizia,
vicini a coloro che hanno pagato con la vita le loro lotte.

Vicini anche se non lo sanno,
Non a chi,
non il come.

Così le vittime a poco a poco vengono ricordate e le loro cause combattute.

La malattia mentale, le psicosi, il dolore alle volte possono nascondere l'urlo di chi non è stato sentito.
E attraverso lo squilibrio ciò che è utile, razionale, ragionevole si infrange per far posto ad una possibilità di giustizia.

Apparentemente un ordine crolla.
Ma a crollare è un ordine ingiustamente eretto sulla vita altrui.
Per far posto all'ordine nascosto che chiedeva di essere visto.

Così alla fine, il bene vince sempre.
Oltre al dolore, oltre alla razionalità.

Vivere da biancaneve

La nevrosi ha una caratteristica fondamentale:
il tempo per lei non passa mai.

Le persone non muoiono e non invecchiano.
Non soffrono abbastanza.
Non amano abbastanza.
Non sono abbastanza.

A partire dai genitori per arrivare al mondo e agli altri.

Così passiamo da relazione in relazione nell'illusione di un eterno presente.

Triste è il momento in cui ti accorgi che il tempo è passato perchè qualcosa è cambiato.

Il tuo corpo.
Le tue amicizie.
O perchè i tuoi genitori, i tuoi amici o i tuoi nemici non ci sono più.

L'unico antidoto è sentire il tic tac dell'orologio e ascoltare con attenzione quello che dice tra le righe.

E ad ognuno il suo insegnamento.




domenica 15 aprile 2012

Le malattie che nascono dall'anima: il mal di schiena

A cosa non vuoi piegarti?
A chi non vuoi rendere onore?
A chi non confessi la tua debolezza?
Per chi porti un carico insostenibile?
Saresti capace di dire "Vado bene così come sono?"

A chi lo diresti? O da chi ti piacerebbe sentirtelo dire?

Se non ti fai queste domande non se ne esce.
Se te le fai ma non ti muovono emozioni non se ne esce.
Se escono emozioni hai una possibilità.

Perchè sono le emozioni che ci fanno ammalare.

Le nostre, quelle della famiglia, quelle di qualcuno dimenticato tanto tempo fa...

Buona guarigione.


mercoledì 11 aprile 2012

Malattia e destino

5 domande per un malato

1 - Che cosa provi con quella condizione? Ti sei mai permesso di provarlo prima della malattia?
2 - Che cosa quella condizione ti permette di evitare che prima non sapevi come evitare?
3 - Quale metafora usavi per descrivere una situazione difficile che vivevi? Ora il corpo mette in scena quella metafora?
4 - Che cosa ti impedivi di fare prima che ora realmente non puoi fare?
5 - Quanto ti permette di essere in contatto con te stesso ora la tua condizione rispetto a prima?

Le risposte a queste domande aprono la strada della guarigione - almeno a quella dello spirito.

domenica 8 aprile 2012

Quando smetti di fare il male

devi pagare un prezzo.

E' il prezzo che paghi per toglierti una lancia che ti ha trafitto e che togliendoti ti farà uscire sangue.

Scoprirai il dolore che provi per non avere più le idee chiare come prima.
Per non sapere cosa fare mentre prima era tutto più chiaro.
Non ti senti più carne ma nemmeno pesce.

Quando smetti di fare il male
provi dolore per il male che hai fatto prima
e per la tentazione di tornarlo a fare.

E provi il vuoto che hanno provato le generazioni prima di te.
Quel vuoto che un attimo dopo ha portato all'odio, alla rabbia, alla violenza.

Quando smetti di fare il male
un treno che correva verso il futuro da un lontano passato deraglia e travolge la tua vita.

E' la notte dell'anima, nel buio e nel freddo.

E forse non ti senti più degno per il Bene.

Ma tutto è più sopportabile se prendi il presente, il futuro ed il passato come Destino.

Destino che ha voluto graziarti con una nuova possibilità.



sabato 7 aprile 2012

Buona Pasqua al Mondo

Veniamo su questo piante per rinnovarci ogni istante

per riscoprire chi siamo
per svegliarci
per scrollarci di dosso la polvere
per fare meglio la prossima volta - la prossima parola, il prossimo gesto.

Veniamo al mondo per andare oltre l'Ego
l'idea che siamo soli e separati
che siamo persi nella paura e destinati a morire.

Veniamo al mondo per ritrovare la strada da cui siamo partiti
e celebrarla ad ogni passo
fino a che ogni passo non sia diventata una celebrazione.

Credo che per questo venga la Pasqua:
per ricordarci che è possibile
che si può fare
non solo una volta duemila anni fa
o una volta l'anno
ma ogni secondo.

Con questo augurio
Buona Pasqua a tutti

lunedì 2 aprile 2012

La libertà di fermarsi

Di scendere dal treno e dire "sono stanco"
di tornare a guardare il cielo e la terra
di buttare l'agenda

di godersi il tempo
e la compagnia delle persone
dei grandi e piccini

di rinunciare ai propri sogni
senza per questo diventare acidi

ai soldi
senza per questo sentirsi poveri

di rinunciare alle proprie paure
senza per questo sentirsi incoscienti

di vivere bene nel qui ed ora
senza movimento
senza obiettivi
senza direzione
senza chiarezza
senza idee

Almeno per un istante
anche solo con l'attenzione al respiro.

Forse sarà il momento più bello della giornata
o della vita.

domenica 25 marzo 2012

Matrici Perinatali di base (MPB)

S. e C. Grof nel loro libro Psicologia del futuro (ed. RED, 2000) scrivono come le esperienze della nascita - racchiudibili in 4 fasi chiamate anche matrici perinatali di base - informano tutta la nostra esistenza.

Avere un problema irrisolto in una delle quattro fasi si ripercuote in tutta la vita: la vita è quindi un ologramma in cui ogni parte rimanda al tutto...

Dove è iniziato il nosro problema?

A 3 anni? a 20? A 50?
Con quella persona?
O forse è tutto partito da quel momento in cui ero nella pancia e stavo per nascere (MPB1), o ero nel canale del parto (MPB2), o stavo per uscire MPB3), o infine ne uscivo vittorioso (MPB4)?

Difficile dirlo.

E forse le stesse MPB vengono da ancora più lontano, o più indietro...

E forse il passato è influenzato dal futuro - da quello che ci aspettiamo dal futuro: immagini di futuro di paura creano un passato di paura.

Forse l'intera vita è il tocco di una vibrazione, di una nota che caratterizza il nostro essere.

Cambiando quella vibrazione cambia tutto: passato e futuro...

Ma la cosa più importante è che assieme a loro cambia quell'istante inaferrabile che è il presente.

Respirando, meditando, ascoltando con attenzione...


venerdì 23 marzo 2012

Oltre la fatica di scegliere tra la vita e la morte

Ogni istante si gioca tra queste due dimensioni.

Da una parte crescere dall'altra regredire,
da una parte conquistare, dall'altra rinunciare,
da una parte sentirsi morti dentro, dall'altra sentirsi vivi.

Da una parte aiutare dall'altra colpire,
da una parte soffrire dall'altra essere felici.

Ma scegliere è sempre fonte di confusione e dolore.

L'amore è l'unica forza che mette insieme questi opposti.

In quei momenti in cui,
per esempio durante le costellazioni familiari, o una meditazione profonda,
tutto acquista un senso, anche quando è stata dura uscirne,
quando resta un senso di pienezza accogliendo ciò che restava come detrito inerte sul cuore,
 in quei momenti la vita e la morte si fondono insieme e scegliere non ha più senso,
la fatica di crescere o la tentazione del riposo fermandosi non hanno più senso.

Resta solo un silenzioso senso di pienezza che illumina la strada, due passi più avanti.





mercoledì 21 marzo 2012

Istanti di piccola liberazione

Accettare non significa ristagnare

Quando diciamo sì al momento presente, quello finalmente può cambiare.
Come vuole lui, non come vogliamo noi.
Con i suoi tempi, non con i nostri.
Questa è la differenza tra un cambiamento profondo - naturale
e uno superficiale - frutto dello sforzo e della volontà.

Abbracciare la vita per quello che è ci trasforma e trasforma la vita stessa.
Cercare di migliorarla in nome del progresso personale o sociale la distrugge.

Basta guardarsi in giro - o dentro che è la stessa cosa.

Perciò la prossima volta respiriamo con ancora più attenzione, dicendo sì a quello che viviamo.
E stiamo poi ad osservare cosa succede.

La prima e più importante cosa è che dicendo sì capiamo ancora di più che non siamo la cosa a cui diciamo sì.

Siamo lo spazio che dice di sì a quello che contiene.

Istanti di piccola liberazione.

mercoledì 14 marzo 2012

L'esperienza rende stupidi

Pensiamo che vivendo situazioni su situazioni ci renda migliori.
Ci buttiamo in lavori e relazioni e avventure nel mondo credendo che ci portino conoscenza.

E finiamo poi per passare a pagare ogni minuto vissuto avventurosamente
scoprendo che non abbiamo i soldi per pagare.

L'esperienza sembra una mercedes che guidiamo gaudenti aspettando la prima rata -
che poi è complicato pagare.

Innamoramenti, imprese che partono, sogni che crescono....

L'esperienza è un feticcio della sensibilità.

Per la foglia che dondola sul ramo, una lieve brezza può essere intensa quanto un uragano per la pietra.
E trasmettere le stesse sensazioni.
Solo che non è un uragano, e non sarà strappata dal ramo.
Potrà sopravvivere fino alla prossima brezza.

giovedì 8 marzo 2012

Psicofarmaci: quando nascondersi non basta piu'

Dopo aver provato col divertimento, col lavoro, con l'alcol, con il sesso o semplicemente con la tv,
potrebbe accadere qualcosa per cui queste distrazioni non sono piu' sufficienti.

Resta la propria immagini ad uno specchio che non si vuole vedere.

Così c'è sempre la strada degli psicofarmaci.

Ma anche quelli a un certo punto non bastano.

Ci si può quindi svegliare la notte e piangere davanti alle difese che crollano una dopo l'altra.

Ma dentro quel pianto c'è calore.
E' un fuoco nella notte.
E' il bivacco da cui ricominciare.
E' quella sana compassione per sè stessi
dopo anni di dura repressione.

Da lì si può ricominciare sul serio.




martedì 6 marzo 2012

Quando vince il nemico

Il nemico esiste.

E' colui che vuole qualcosa che è tuo di diritto.
E' qualcuno che vuole il tuo male per trarne profitto,
o semplicemente piacere,
o semplicemente perchè tra lui e la cosa che vuole ci sei disgraziatamente tu.

Ancora più dilaniante è il conflitto quando
il nemico ti dice che lo fa per il tuo bene,
che domani "capirai"
che credevi tanto buono
anzi,
ti sembra ancora tanto buono.

Così per non farti straziare tra le immagini ingenue della mente
e la triste verità delle azioni,
chiudi gli occhi su quello che le parole nascondono
su quello che le mani compiono,
su quello che le azioni concludono.

Oppure usi l'odio per contrastarlo
come anestetico al tuo stesso dolore,
come droga che dà energia.

Così vince il nemico.
E se anche lo batterai, domani sarai tu stesso il nemico di qualcun altro
esattamente con la stessa energia che aveva il tuo nemico antico.

O quell'energia che credevi sconfitta nel tuo nemico
sarà passata alle generazioni future.

Così vince il nemico,
da secoli e secoli.

L'unica fine della violenza
è amare il nemico
andare verso questo amore
mentre gli poni un limite.

Se vivi così il conflitto,
come ci stai dentro?



mercoledì 29 febbraio 2012

Un mondo all'incontrario

Lavorando sull'Ego è impressionante vedere come ragioni all'incontrario rispetto a forze come l'amore, la compassione, la coscienza, la sensibilità.

Dal punto di vista dell'Ego l'amore è debolezza, l'odio è forza, la sensibilità una forma di incoscienza...

E' tutto rovesciato rispetto alle forze che portano alla salute e alla felicità.

E naturalmente noi, nella misura in cui l'Ego agisce, non facciamo che produrre e perpetuare un mondo di cattiveria, egoismo, freddezza - un mondo in cui le parole e le azioni significano l'incontrario di quello che appare.

Ripeto: impressionante.

sabato 25 febbraio 2012

Un pianeta di dissociazione

L'origine dell'alienazione sta nei ritmi di vita alienanti: ci si separa da sè stessi a causa di stili di vita disumani.

E ci si separa da sè stessi a causa dei traumi vissuti che rendono più desiderabile non esserci che esserci.

Traumi, violenze e abusi producono dissociazione.
Ma anche miserie quotidiane, disattenzioni, noncuranze, indifferenza.

La dissociazione è semplicemente esserci ma senza attenzione...

La storia del mondo fatta di guerre e violenza ha prodotto generazioni di esseri umani dissociati, in grado di passare la propria dissociazione ai propri figli anche nelle migliori condizioni di vita.

Così la miseria ha una straordinaria capacità di moltiplicarsi, attraverso una azione diretta e attraverso la trasmissione da genitori a figli.

E questa miseria ha permesso nel tempo l'accettazione di cose inacettabili: la perdita di valori, la ricerca di cose inutili, la dipendenza dal divertimento e tutto ciò che fa parte del nostro presente in via di deterioramento.

Solo il recupero dell'associazione può permetterci di far fronte a questa situazione globale.
Serviva arrivare a questo punto per riscoprire noi stessi?
Forse si.
E forse ancora non basta.








mercoledì 15 febbraio 2012

Niente paura

E solo la vita che passa.

Non fare terapie che potresti stare male.
Non respirare che potresti sprecare soldi, o una domenica.
Non fare costellazioni familiari che sono cose strane.

Non meditare, è una perdita di tempo.

Non leggere libri di psicologia, sono tutte fregnacce.

Infine non mettere il naso dentro la tua testa, o peggio ancora nel tuo cuore, o peggio di tutto - nel tuo passato.

Ciò che è stato è stato ed inutile riviverlo.

Non entrare nel dolore, nei rancori e nell'odio passati, nelle speranze deluse nè nel futuro che ti spaventa.

Potresti impazzire.

Non aver paura in fondo.
E' solo la tua vita che passa.



mercoledì 8 febbraio 2012

Domande inutili

Inutile lavorare sulla rabbia,
sulla paura,
sulla tristezza,
sul male.

La realtà è che mescolando il letame, il letame resta letame (diceva un mistico citato da E. Fromm in un suo libro).

L'unico senso di lavorare sul male è questo: se vedi che stai agendo nevroticamente (a partire dalla paura, dalla rabbia, dal dolore...) semplicemente scegli di agire a partire da un altro punto - dall'attenzione, dall'amore...

Quindi tutto ciò che chiamiamo "lavorare sui limiti" non è nient'altro che imparare ad essere più sensibili ai propri errori... per correggerli.

Ma tutto parte da una decisione.

Da una intenzione.

Una volta che sai che hai sbagliato non ci sono molte storie da fare... l'unica domanda che conta è: come agire diversamente? E lasciarsi guidare dal proprio intuito.






sabato 4 febbraio 2012

E' la consapevolezza che fa la differenza

Respirare senza saperlo
oppure
respirare consapevoli del respiro;

fare del male senza saperlo
oppure
farlo ancora consapevoli di volerlo e consapevoli degli effetti
prima di tutto su di noi;

fare del bene senza saperlo
oppure
fare del bene consapevoli
degli effetti sugli altri e su di noi;

mangiare o bere senza saperlo
oppure
mangiare consapevoli del cibo e dell'acqua;

e tutto il resto

fa la differenza tra una vita allo stadio animale
e una vita allo stadio umano.

Con tutte le sfumature tra un polo e l'altro.

sabato 28 gennaio 2012

Facciamo agli altri quello che ci è stato fatto da bambini

Possiamo andare per il mondo  e dire: io sono diverso.

Possiamo andare per il mondo è dire "Sei tu che..." - o siamo noi ad avere indotto nell'altro quelle brutte reazioni?

Possiamo dire: "qeullo che voglio nella vita è..." - tanto perseguiremo i nostri meravigliosi obiettivi con la stessa stortura con cui abbiamo vissuto fino a d oggi.

Possiamo ben dire: "Sono diverso da mio padre, mia madre o mia sorella o mio fratello..." - tanto ciò che facciamo non ci sarà mai evidente - sarebbe troppo orribile per noi scoprire di aver vissuto come burattini per una vita senza aver mai vissuto veramente.

Possiamo anche forse poter dire: "Io non ho fatto agli altri quello che hanno fatto a me..." - si, salvo poi vedere che l'hai fatto a te stesso prendendo in giro gli altri e fingendo che tu sei quella persona che fai vedere - e forse è l'ennesima prova di ipocrisia che c'era in famiglia... le famiglie si sa... i panni sporchi li lavano in casa.

Non abbiamo scelta: l'Ego ci frega in migliaia di modi ed è più furbo e intelligente di noi.

L'unica speranza è imparare a stare fermi, respirare, e affrontare con semplicità e apertura la vita.

Forse, qualcosa di vero, finalmente, inizieremo a scoprirlo...

lunedì 23 gennaio 2012

Quando torna il malessere in terapia...

Da una mail scritta stanotte...

Ciao ....

ma a cosa pensi?
Cosa fai per perdere il benessere?
Che cosa ti permette di ottenere il perdere il tuo benessere?
Puoi fare le stesse cose, avere le stesse cose stando bene?

Puoi visualizzare ogni giorno il tuo benessere e ottenere quelle cose che solo il malessere oggi ti permette di ottenere (vedere o sentire o muoverti verso qualcosa che non vedi, non senti o ignori solitamente).
Puoi stare bene e poi male e poi ancora bene e goderti il passaggio da uno stato all'altro come si osserva lo scorrere dei paesaggi dal finestrino.
Puoi scoprire un posto al sicuro da questa danza e stabilirti lì quando hai freddo
come chi ha sempre un biglietto d'aereo pronto per i paesi caldi caldi quando il freddo è troppo.

Puoi fermare il pensiero, o meglio stare in un posto dove il pensiero non è più importante
come quando si scala una montagna e le cose del mondo diventano lontane lontane.

Puoi perderti e trovarlo affascinante.
Come farsi aiutare, o non sapere dove andare.
E scoprire quanto è creativo stare nel vuoto.

Puoi demoralizzarti e scoprendo cosa ti "rimolarizza" puoi sorprenderti di quanto sofisticata è la tua mente e quanto potente può essere.

E puoi farlo ora che non sai più usare i vecchi strumenti.
E' arrivata l'ora dei nuovi.

Buona notte ...

A.

sabato 21 gennaio 2012

Il bastone e la carota


Non dovremmo mai pensare
a qualcosa che non va senza pensare
a quello che va,
a quello che stimola ciò che non va,
al bene che produce ciò che non va.

In fondo il male ci spinge a uscire dal nostro misero nascondiglio
per affrontare a viso aperto ciò che prima evitavamo
perché pensavamo
di avere qualcosa da perdere?

Il male è come la mano che alza il ciotolo,
perché il pallido essere che si nascondeva sotto
esca al sole e all’aria affrontando predatori e libertà?

Che il male lavori fino a quando
la sua intensità supera la nostra paura del nostro potere
fino a che questo potere si libera?

Che il male sia in fondo ciò che noi accettiamo
perché non sappiamo autodeterminare la nostra vita da soli?

Se sapessimo camminare con la visione della carota davanti
forse non dovremmo procedere prendendo le bastonate.

Ma forse all’inizio è un passaggio fondamentale
prima di imparare che correre dietro una carota è meglio.

E magari la scegliamo noi,
e magari un po’ ne possiamo mangiare mentre corriamo dietro ad altre carote.

Non sia mai che la mano impietosa col bastone allenti la sua presa?

martedì 17 gennaio 2012

La vita disperata

Se ti trovi in una situazione di vita in cui
hai la sensazione di stare buttando via la tua vita.
In cui ti senti solo, sola

nel bosco. Di notte.
Non c'è riferimento alcuno,
solo qualche biscotto a casa da consumare
o qualcosa di peggio.

Allora ripensa a chi era come te,
o peggio di te.
Magari lo conoscevi
O era tua madre, o tuo padre.

Aveva perso tutto come te,
o aveva perso l'amore di qualcuno,
dei figli, della moglie, del marito.

Forse nella tua disperazione vivi la sua disperazione.
Quella che all'epoca tu odiavi e combattevi.

Forse la scena e la storia sono diverse,
ma la sostanza
il distillato di tutta l'esperienza è la stessa: dolore.

Tanto vale che pieghi la schiena ora,
che ti inchini davanti a chi hai combattuto,
che ora chiedi a chi la tua vita ora assomiglia
un aiuto.
Soprattutto a chi non è più vivo.

Nella sua serenità di oggi non è più quello di ieri.
Può aiutarti.
E puoi essere felice con il suo aiuto.
E essere felice assieme all'immagine della persona che oggi è felice,
e non più disperata come quando era in vita.

Forse puoi avere la forza di cambiare gioco.

E tornare a sorridere.





sabato 14 gennaio 2012

La vera lezione

Alle volte l'ego non ce la fa più.
Quelle che sono le nostre abitudini di pensiero, emozione, reazione, sentimento, i nostri soliti sogni...
tutto ciò che dà origine alle nostre forze,
crolla.

Possiamo sentirci in quel momento svuotati,
che è finita.
Che non sarà possibile ricominciare.

Quello è il momento in cui si inizia veramente.

Un pò come alcuni maestri di arti marziali e alcuni allenatori che prima di affinare la tecnica lasciano che l'alliveo si sfoghi,
sperimenti la propria forza,
l'agilità,
viva tutta una serie di gratificazioni narcisistiche
aspettando che arrivi il momento dell'esaurimento psicofisico.
A quel punto incomincia la vera lezione.

Come diceva Milton Erickson a chi gli disse una volta che era arrivato alla fine...
Ti stai solo scaldando...

Buona ginnastica


martedì 10 gennaio 2012

La meditazione è... uno spazzolino da denti

Non ti dici che devi avere forza di volontà per lavarti i denti,
che deve andare tutto bene,
che lavarsi i denti è pericoloso
o difficile,

o che se ti lavi i denti più di un altro sei migliore
o l'altro peggiore
o che lavarsi i denti richiede una tecnica superiore
o che esiste un segreto dietro il lavarsi i denti.

O che lavarsi i denti è solo per gente strana o orientalisti convinti.

E' vero che la meditazione non è uno spazzolino da denti
che meditare non è esattamente come lavarsi i denti,
ed è anche, nello stesso tempo, vero.

E se non ci si lava i denti, poi marciscono.
A questo almeno dovresti fare attenzione se la meditazione fosse come lavare il cuore...