domenica 5 aprile 2009

Hamer e l’unità corpo-mente

Non ho trovato fino ad ora nessuna visione della salute e della malattia così ben fatta come quella di Hamer e me ne sono innamorato per tutta una serie di motivi:
a) perché unisce due dimensioni fino ad ora considerate come separate: mente e corpo;
b) trova una correlazione sempre più spesso verificata tra conflitto vissuto dalla persona, area del cervello che si attiva e tessuto del corpo interessato.
c) La sua visione ribalta per molti aspetti la visione medica odierna: si tratta cioè di un nuovo paradigma scientifico, come direbbe il filosofo della scienza Khun: cioè non è conciliabile con altri paradigmi, non può essere capito dall’interno di un paradigma e per affermarsi richiede tempo ed una nuova generazione che lo sposi e la naturale scomparsa dell’establishment che difende il vecchio paradigma dalle posizioni dominanti raggiunte.
d) Rimette al centro del discorso l’essere umano dal punto di vista biologico: si torna cioè a fare i conti con le leggi biologiche dell’organismo, le quali portano alle cosiddette "malattie" le quali sono errori solo nel paradigma oggi dominante che considera sbagliato ciò che non capisce – vecchia abitudine umana.
Ma la visione di Hamer su cosa si basa? Sulle sue 5 leggi biologiche:
1) Un evento improvviso, inaspettato ed vissuto intensamente porta ad una attivazione non solo psichica, ma anche neurologica, in un’area specifica del cervello a seconda del tipo di conflitto, e tessutale a carico dell’organismo.
Tale visione permette di spiegare meglio perché lo stress e gli eventi che ci accadono a casa o sul lavoro possono avere degli effetti molto specifici sul nostro corpo, e non sempre piacevoli.
2) L’attivazione segue un percorso bifasico: in fase di confitto, l’organismo è in una situazione di simpaticotonia permanente e in fase di risoluzione del conflitto in una fase di vagotonia consistente, la quale, prima di cessare, è interrotta da un breve ma acuto momento di simpaticotonia – la crisi epilettoide di Hamer, che può essere una crisi epilettica ma anche una perdita di tessuto o altri fenomeni non sempre evidenti e percepibili chiaramente.
3) A seconda del tipo di tessuto embrionale interessato, avremo sostanzialmente due tipi diversi e speculari di reazione. Tutti i nostri tessuti derivano da tre foglietti embrionali: l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma. A puro titolo indicativo e non esaustivo l’endoderma dell’embrione dà origine al ponte cerebrale, alle ghiandole e a gran parte degli organi interni (pancreas, fegato, stomaco, alveoli polmonari…). Il mesoderma in parte dà origine al cervelletto, alle ghiandole mammarie, alla pleura, al pericardio…. L’altra parte del mesoderma dà origine al midollo cerebrale, allo scheletro, ai muscoli… L’ectoderma dà origine invece alla corteccia cerebrale, alla pelle, ai tessuti di rivestimento di molti vasi interni e della parte iniziale degli orifizi corporei…. Quando un conflitto coinvolge un relè cerebrale dell’endoderma e del mesoderma cerebellare, durante la fase di Conflitto Attivo (CA) avremo una proliferazione cellulare e durante la fase di vagotonia (VA) una degenerazione cellulare o un incapsulamento del tessuto in eccesso. Viceversa per un conflitto che attiva un relè del mesoderma del midollo cerebrale o della corteccia (dell’ectoderma): in CA avremo un assottigliamento del tessuto ed in VA avremo una ricostruzione di tessuto.
È in VA che di solito si notano dei problemi di salute: stanchezza, sonnolenza, febbre, dolore, rigidità e gonfiore sono caratteristiche di questa fase.
Inoltre in VA abbiamo due eventi di rilievo: un edema nella zona del relè cerebrale che in CA era iperattivo e la crisi epilettoide. Entrambi gli aspetti, se non controllati, possono essere in certi casi molto pericolosi – specie per CA trascinati per lungo tempo e per conflitti che prevedono nella crisi epilettoide sintomi significativi.
4) I microrganismi, lungo dall’essere un nemico per il corpo, lo sostengono nella fase di riparazione/risoluzione in VA: i virus ed i batteri servono a ricostruire i tessuti in VA per l’ectoderma – i virus - ed per il mesoderma evoluto – batteri. I micobatteri (per es. la TBC) e i funghi servono in VA per digerire i tessuti sviluppatisi in CA e controllati dai relè del mesoderma cerebellare - micobatteri – e dell’endoderma – funghi.
5) L’ultima legge biologica dice che ogni Programma che inizia da un conflitto ha un senso Biologico specifico. Tale programma va sempre nella direzione di un adattamento dell’individuo all’ambiente o nel senso di assicurare comunque la sopravvivenza della specie.
Un esempio banale?
La congiuntivite è la fase di VA di un conflitto legato al perdere di vista qualcuno. Nella congiuntivite il senso biologico è quello che si perde di vista qualcuno che può essere dimenticato con più facilità nella fase di CA = assottigliamento della congiuntiva. In VA la persona persa di vista ritorna e il tessuto può essere riparato.
Queste 5 leggi permetterebbero di inquadrare tutto ciò che accade ad un organismo: dai foruncoli alle malattie considerate "gravi" fisiche o mentali, con ben altri modi di affrontarle… senza considerare il capovolgimento di molte idee del paradigma dominante su virus, batteri, funghi e molto altro ancora …..
Lungi dall’essere il sottoscritto un esperto sull’argomento, il mio intento in questo articolo è solo quello di portare all’attenzione generale un argomento importante e di cui si parla troppo, troppo, troppo poco e la cui conoscenza può fare, veramente, la differenza nella propria vita.
Alla prossima
Alessandro D’Orlando
Psicologo e psicoterapeuta in formazione in Psicologia della Gestalt
formatore e consulente aziendale
training triennale in costellazioni familiari e sistemiche di Hellinger
Riferimenti:
www.centrodelrespiro.com
www.keyperforming.com

1 commento:

  1. Sono una sostenitrice, in conseguenza di un disturbo di cui soffro e che non ha una spiegazione clinica-organica, del rapporto mente-corpo. In base alla mia esperienza personale, di alcuni anni, mi sento di confermare il modello proposto da Hamer. Si tratta di una esperienza personale, soggettiva, che non sono in grado di generalizzare. Credo che Hamer abbia ragione. D.

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