A chi può essere utile:
per una meditazione proficua occorre una base emotiva e mentale adeguatamente stabile: preoccupazioni al minimo possibile, alti e bassi emotivi smorzati il più possibile, stati d'animo di pesantezza o euforia sotto controllo.
Viceversa durante la meditazione - soprattutto nella pratica da soli - si può finire in vicoli ciechi, tra pensieri o emozioni che rischiano di diventare ossessioni: la soluzione in questo caso è interrompere, fare altro, ripristinare uno stato adeguato (camminare, sèort, un film, una chiaccherata) e poi riprendere la pratica con più calma.
Superato questo stadio si può portare l'attenzione al respiro e... restare lì....
A quel punto potrebbero venire immagini o intuizioni importanti: ma la cosa importante è rimanere lì.
Ci si espone al vuoto e non si fissa l'attenzione su nulla tranne il respiro.
Se si porta l'attenzione volontariamente su un oggetto, questo oggetto occupa i nostri stati interiori e influenza la nostra realtà: in questo caso meglio scegliere bene (luce, leggerezza, calma sono buoni oggetti su cui fissare l'attenzione).
Altre riflessioni sulla meditazionepiù avanti...
Pensieri di Psicologia, Psicoterapia, Meditazione, Crescita personale; PNL, costellazioni familiari, formazione, respirazione circolare (o rebirthing, o vivation, o simili), ipnosi ericksoniana e tutto quello che vi viene in mente in proposito..
Non c'è un perché
Non c'è un perché, cerchi un perché... ... perché è accaduto ciò? ... "perché ho dovuto assistere a quelle scene...
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